CRONACA
"In Ticino i buchi sono sul formaggio, non sulle strade". E Gobbi infine sbotta, "non dico più un c---o! I lavoratori italiani sono un problema"
Ieri su Rai2 si è parlato per l'ennesima volta della chiusura dei valichi. Con toni di cattivo gusto e prese in giro verso il Ticino. Il Ministro: "sentimento anti-italiano? Quando giocano le nazionali, i toni sono accesi"
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ROMA – “Quando bionda aurora… ma insomma, non conoscete l’inno svizzero? E come fate ad andare a lavorare in Ticino, capiscono che non siete svizzeri”. Il monologo di Stefano Fresi, attore italiano, comincia cosi. Il tema è il solito, trito e ritrito, della chiusura delle dogane, trattato questa volta dalla trasmissione “Nemo” su Rai2. Che, bisogna dirlo, è stata parecchio di pessimo gusto, per come ha presentato il Ticino e la Svizzera.

“Se volete lavorare in Ticino, vi insegno qualcosina…” ha proseguito Fresi. “Dovete essere precisi, nessun ritardo, con gli orologi sincronizzati. E scegliete bene la frontiera da cui entrare. Poi, le strade: da noi sono piene di buchi, loro i buchi li hanno solo sul formaggio. Dunque, se lodate le belle strade, vi beccano subito. Se vi chiedono se siete svizzeri, rispondete ja, con convinzione. Ricordate, però, che il vero nemico da cui difendersi è l’italiano immigrato in Svizzera 40 anni fa”.

Nemico? Difendersi? Termini fuori luogo, si potrebbe dire, per la tv pubblica. “Il paese delle banche ha paura di noi”, prosegue qualcun altro. “E il turismo del sesso? C’è un commercio, con donne italiane che esercitano in Svizzera e uomini italiani che vanno nei loro night”, prosegue un’altra donna. Il festival del cattivo gusto, insomma.

E Norman Gobbi, intervistato, sbotta: “non dico più un c---o!”.

Gli inviati della trasmissione sono arrivati a Palazzo delle Orsoline, dove hanno parlato con alcuni rappresentanti leghisti. I valichi sono chiusi per evitare le rapine, ma esse non avvengono di giorno, è la domanda che pongono. Si parla poi di disoccupazione, prendendo in giro il Ticino che ha un tasso decisamente più basso dell’Italia. “Per noi, anche l’1% è alto. Gli italiani possono entrare tutti, ma quando i nostri avranno tutti un lavoro”, constata"il deputato Massimiliano Robbiani.

Il pezzo forte dovrebbe essere un’intervista con Gobbi, che esasperato probabilmente dal sentir sempre parlare del tema, fa notare: “sapete quanti frontalieri ci sono da noi? 63mila, un quarto dei lavoratori. Per voi il 3% di disoccupazione è basso? D’accordo, ma noi guardiamo ai nostri problemi. I lavoratori italiani, per noi, sono un problema”, si lascia scappare. Quando gli chiedono se c’è un sentimento anti italiano nella Lega, la mette sul calcio: “in Ticino sì, provate a vedere come sono gli animi quando si gioca Italia-Svizzera: accesi”, prima di concludere con lo stizzito “non dico più un c---o”.

Infine, una di fronte all’altra, Roberta Pantani e Laura Ravetto di Forza Italia, non riescono a parlare senza alzare i toni. Si erano già confrontate qualche giorno fa nel corso di un’altra trasmissione.

“Nemo”, dunque, bocciata: il tema della chiusura delle dogane è divenuto subito un litigio sui frontalieri, con toni che volevano essere ironici nelle intenzioni ma che sono apparsi fuor luogo. E le tensioni fra i due paesi, intanto, salgono.

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