MEDIA
Il Consiglio di Stato incontra Marchand e Timbal: si è parlato anche della riorganizzazione interna
Il comunicato diramato spiega che la riunione era dedicata a "vari temi di interesse generale e alle prospettive del servizio radiotelevisivo pubblico nella Svizzera italiana"

COMANO - Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi una delegazione di SRG SSR guidata dal direttore generale Gilles Marchand e dal direttore di RSI Mario Timbal, accompagnati dalla vicepresidente del Consiglio regionale della Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (CORSI) Pelin Kandemir Bordoli, per una riunione dedicata a vari temi di interesse generale e alle prospettive del servizio radiotelevisivo pubblico nella Svizzera italiana.

La delegazione dei vertici di SSR e RSI – completata dalla direttrice Public Affairs di SSR Martina Vieli e dalla responsabile relazioni esterne di RSI Stefania Verzasconi – ha fornito al Governo ticinese alcune informazioni generali sulle principali sfide che caratterizzano il settore mediatico e il servizio pubblico radiotelevisivo, in una società sempre più influenzata dagli effetti della digitalizzazione. In questo contesto, è essenziale mantenere un continuo dialogo con le istituzioni politiche, a livello di Confederazione e Cantoni, per confermare il radicamento regionale dell’emittente pubblica.

Il Consiglio di Stato ha preso atto delle informazioni ricevute e confermato la propria volontà di favorire il reciproco avvicinamento fra la Svizzera italiana e il resto del Paese, obiettivo per il quale il sistema dei media svolge un ruolo essenziale. Alla luce delle trasformazioni tecnologiche in atto, il Governo segue con la massima attenzione anche l’evoluzione della situazione occupazionale alla RSI, e ha chiesto garanzie in tal senso. La delegazione dell’emittente pubblica ha a questo proposito brevemente illustrato i propri piani per la riorganizzazione interna di processi decisionali e produzione.

La discussione si è poi spostata su alcuni temi d’attualità, fra i quali la gestione dell’informazione sulla pandemia da coronavirus e la volontà comune di sensibilizzare la popolazione ticinese sul grave problema della violenza domestica.
 
 
 

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