CRONACA
Zucchetti getta la spugna. «Ma se fossero stati applicati i principi di uno Stato di diritto...»
Non andrà al Tribunale Federale dopo che il Consiglio di Stato ha respinto il suo ricorso contro l'esito del voto sul Gottardo. «Il tedesco è la lingua ufficiale anche del Ticino»
BELLINZONA - Domenico Zucchetti rinuncia a ricorrere al Tribunale federale in merito all'esito della votazione sul raddoppio del Gottardo, ma al contempo constata con amarezza che «indirettamente, la decisione del Consiglio di Stato conferma che, se si fossero applicati i principi di uno Stato di diritto, e se si fosse garantito il diritto ai cittadini ticinesi e romandi di avere le informazioni importanti nella lingua ufficiale, la votazione sul Gottardo si sarebbe dovuta annullare».Uno dei punti su cui si basava il ricorso, respinto dal Consiglio di Stato, era basato sul fatto che i documenti non erano disponibili in italiano. L'Esecutivo ha risposto che essi erano tecnici e che difficilmente, senza formazioni tecniche adeguate, si era in grado di capirli, dunque «indipendentemente dalla lingua in cui sono stati redatti, non hanno pregiudicato il diritto dei cittadini della Svizzera italiana di potere disporre di informazioni essenziali in italiano».Ciò significa, spiega Zucchetti, che i ticinesi non possono «opporsi al fatto che non abbiano possibilità di ricevere i documenti nella lingua ufficiale. Solo quelli che interessano veramente a tutta la popolazione devono essere tradotti. Laddove vi è una cerchia di interessati non così ampia, le autorità federali possono usare il tedesco ed è quindi il tedesco la lingua ufficiale anche in Ticino». Di fatto, dunque, «si legalizza il fatto che ai Ticinesi che non conoscono il tedesco siano precluse diverse possibilità» e visto che «dal momento che anche il Consiglio di Stato ha ritenuto giuridicamente corretto che i Ticinesi siano considerati cittadini di seconda categoria è caduta anche la remota possibilità che il Tribunale federale potesse approfondire e riconsiderare la situazione», rinuncia al ricorso.
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