CRONACA
Cronache di una città fantasma... Mendrisio, il centro si svuota. Dove sono i giovani? Resiste chi è qui da tempo
La zona è quella con più appartamenti sfitti, ma appare la punta dell'iceberg di una crisi che sta desertificando il centro storico: chiudono i negozi, solo pochi ristoranti lavorano bene, anche i bar storici sono in crisi. L'Università non ha portato giovani, e pure Piazzale alla Valle soffre
MENDRISIO – Il Mendrisiotto è primatista per gli appartamenti sfitti. La segretaria generale del ramo italofono dell’Associazione svizzera inquilini, Valentina Vigezzi Colombo ha spiegato al Corriere del Ticino che le cause possono essere ricondotte a palazzi poco curati, o al contrario, che puntano su un livello troppo alto.

Possibile, ma per chi il Mendrisiotto e Mendrisio in particolare la vive tutti i giorni, la questione è più larga. Il Magnifico Borgo sta diventando un… borgo fantasma. A tutte le ore, durante la maggior parte dei giorni.

Le case in affitto o in vendita, è vero, aumentano. E parecchie sono in centro: si pensa sempre che la zona, incassata fra il nucleo e la Chiesa, sia off limits, che ormai quel che c’era da costruire è stato fatto, e invece qualcuno se ne va e vende.

In fuga da una città deserta? Qualche riflessione si impone. Al mattino, passeggiata col cane, brioche e un cappuccino al solito bar. Si entra e se sino a qualche anno fa si era abituati a faticare a trovare un posto, ora i tavoli sono semi vuoti. Al pomeriggio, stesso posto, il silenzio: una volta, la clientela del pomeriggio era fissa, ora dov’è finita? La gerente, un po’ scoraggiata, confessa che è cambiato tutto. Sarà che i clienti erano più che altro anziani, e alla loro età non si sa mai che cosa può succedere, e la possibilità più reale è che se ne vadano a poco a poco… Tanto da chiedersi se ridurre gli orari.

Già, perché la sera ci si ritrova in un paese letteralmente vuoto. I bar restano malinconicamente aperti sino alle 22, un po’ di più se proprio devono, quasi come una costrizione necessaria per non arrendersi. Però servono sì e no qualche caffè dopo cena, altro che ressa.

Se si pensa che in zona Fox Town trovare un tavolo è difficile, a qualsiasi ora, vien da pensare. Il nucleo si sta spopolando. I negozi lo dimostrano: camminando per la via lastricata, ogni due per tre ne arrivano di nuovi. Un segnale positivo? Nossignore, perché altri hanno chiuso. E, senza voler essere pessimisti, anche questi, se non si inseriscono in fretta nella realtà locale, faranno la stessa fine. A sopravvivere nel tempo, ed anche a lavorare abbastanza bene, sono quelli “di una volta”. Ovvero commerci che sono attivi da anni, che hanno la loro clientela fissa, la quale va a Mendrisio proprio per quell’esercizio commerciale. Le novità sono poco contemplate, al massimo da chi è di passaggio: già, ma chi lo è? Ironicamente in tanti parlano di una città di parrucchieri (per cui, va detto, spesso il lavoro c’è… la vanità è donna e resiste, dunque!) e di bar. La maggior parte dei quali fatica.

Prendiamo, senza far nomi, un esempio. Nel paese vecchio c’è un ristorante che è un must a Mendrisio, per la pizza della sera o per il pranzo a costo fisso. È sempre piano, durante alcune stagioni se non si riserva un tavolo si è costretti ad aspettare, ora è più tranquillo ma qualcuno c’è sempre. Eppure altri usano la stessa formula, primo e secondo a prezzo abbastanza contenuto e non funziona allo stesso modo. L’usato sicuro, come dicevamo. Succede pure che chi vi ha lavorato per anni, per questioni varie, gestisca ora un locale qualche centinaio di metri più in là e cerchi di venderlo, perché il commercio non funziona.

L’Università ha fatto di Mendrisio una città giovane? Non pare proprio. Dove sono, questi giovani? Non ci sono la mattina, al pomeriggio peggio che peggio, e nemmeno alla sera, malgrado in diversi abitino in appartamenti nel centro. La zona adiacente all’Accademia è viva, ma il tutto si ferma lì.

Chissà che il nuovo campus possa dare una mano, ma non di sicuro al centro storico.

È quella la zona che dovrebbe essere nevralgica e che invece si sta spopolando, si sta svuotando. Gli appartamenti vuoti sono un segnale meno evidente dei negozi che cambiano e della gente che non c’è. E Piazzale alla Valle? Forse la nuova palestra potrà popolarla un po’ di più, la speranza dei commercianti è che qualcuno approfitti di una sudata in cyclette per fermarsi a comprare qualcosa oppure a bere un aperitivo. A occhio e in modo empirico, un po’ di gente più che in centro c’è, di sicuro i negozi vuoti ci sono pure qui, e chi resiste non ride di certo. A parte, appunto, chi ha clientela fissa.

Una crisi reversibile? Difficile dirlo. Il tema è attuale in quasi tutto il Ticino, e nessuno ha trovato la ricetta.

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