CRONACA
"Libera informazione? Non si può fare. A chi vuol provarci come me, dico: non fatelo"
Amaro sfogo dello youtuber Lambrenedetto. "Se tornassi indietro, non mi vedreste più su Internet. Non ne vale la pena, ci rimetti in tutto, famialia, soldi, salute"

MILANO – Il prezzo del voler dire le cose come le si vedono, di provare ad aprire gli occhi alla gente? Alto, secondo lo youtuber Lambrenedetto XVI, che nell’ultimo video postato sui suoi social appare insolitamente triste.

“Ho subito pressioni, offerte, anche interessanti, per cercare di zittirmi. Funziona così quando inizi a avere un po’ di notorietà e racconti certe cose, non vai bene: quindi cercano di tirarti dalla loro parte, con offerte televisive, anche politiche”.

Ma non ha voluto. “Avrei dovuto prostituirmi, non sarei più stato Lambrenedetto”.

“Ho qualcosa dentro, che si chiama coerenza, orgoglio. Il problema è che fare informazione, andare contro multinazionali, non è semplice. Ultimamente, non so se l’avete visto, non sono più Lambrenedetto: oggi tanto mi vien fuori la cazzima che ho dentro, ma non sempre. al di là della censura tremenda che ho subito, vengo disturbato ogni giorno per quel che faccio”, prosegue.

“E tutto questo perché non voglio vedere il mio paese che va in degrado: sono trattato peggio di un delinquente”, racconta. “Quando sento parlare di libera informazione mi vien da ridere. Devo tenermi tutto dentro”.

E poi: “Non ho più tanta voglia, tanta energia. A chi come me vorrebbe fare Lambrenedetto, impegnarsi, far vedere cosa non funziona, dico: non fatelo! Non ne vale la pena. Se tornassi indietro, non mi avreste mai visto su Internet. Quelli come me danno fastidio. Se volete fare Lambrenedetto, non fatelo, non fatelo, non fatelo”, ripete più volte. “Non avete la minima idea. Spero un giorno di essere libero di poter parlare, sono veramente stanco. Ci rimetti in tutto, famiglia, soldi, salute”. 

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