CRONACA
"Attenzione a non far sì che la misura di chiudere le scuole non diventi controproducente: serve responsabilità individuale"
Il Governo sottolinea come "la situazione generale e le misure ad esse legata sono state rivalutate quotidianamente" e esorta ancora una volta a non far accudire i ragazzi che vanno a scuola da persone a rischio
TiPress/Alessandro Crinari

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato, alla luce dell’evoluzione epidemiologica del COVID-19 segnalato ieri dai responsabili sanitari, ha deciso oggi, dopo consultazione con le autorità federali, cantonali, lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta, il Medico cantonale e dopo un'attenta e ponderata analisi, di mettere in atto, come già anticipato, a partire da lunedì 16 marzo e fino in data da stabilire una serie di misure restrittive per le attività economiche, pur garantendo i servizi di base, e di interrompere l’erogazione di servizi al pubblico non prioritari. 

Conseguentemente, è stata decretata anche la chiusura delle scuole dell'obbligo, quale misura resasi ora opportuna e sostenibile, grazie alla presenza delle altre imprescindibili misure di accompagnamento, che faciliteranno la presenza dei genitori a casa, al fine di frenare l'acuirsi della diffusione del virus.

Come detto fin dall’inizio, la situazione generale e le misure ad esse legata sono state rivalutate quotidianamente. La chiusura delle scuole dell’obbligo implica ora a maggior ragione la massima responsabilizzazione di tutta la popolazione, in particolare dei genitori, affinché si eviti nella misura più assoluta il contatto intergenerazionale tra bambini e giovani che finora potevano restare a scuola e le persone più a rischio. 

L’Ufficio federale della sanità pubblica indica come persone vulnerabili le persone a partire dai 65 anni e le persone di ogni età con una delle seguenti malattie: tumore, diabete, ipertensione,
malattie cardiovascolari, malattie croniche delle vie respiratorie, malattie e terapie che indeboliscono il sistema immunitario.

Affinché la misura della chiusura delle scuole obbligatorie non si riveli controproducente da un punto di vista sanitario, è assolutamente fondamentale che la popolazione risponda con la massima responsabilità individuale, facendo in modo che l’accudimento di bambini e ragazzi non sia delegato alle persone vulnerabili ai sensi qui sopra indicati.

Per le scuole postobbligatorie (scuole medie superiori e scuole professionali) in Ticino rimangono confermate le decisioni prese mercoledì scorso.

A partire da lunedì 16 marzo decade l’obbligo di frequenza per tutte le scuole dell’obbligo (scuola dell’infanzia, scuole elementari e scuola media).

Al fine di scongiurare il rischio di scambio intergenerazionale, al più tardi da martedì 17 marzo sarà garantito presso le sedi scolastiche un servizio di accudimento per gli allievi che per ragioni familiari non possono restare a casa.

Il trasporto scolastico e la refezione scolastica per questi allievi nella settimana dal 17 marzo al 20 marzo, ad eccezione del 19 marzo (giorno di festa), rimangono attivi.

Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport darà ulteriori indicazioni sulla gestione delle prossime settimane direttamente alle direzioni degli istituti della scuola dell’obbligo. L’incontro con le autorità politiche comunali che si occupano di scuola previsto per domani sabato 14 marzo a Bellinzona viene mantenuto.

Il Dipartimento della sanità e della socialità a sua volta fornirà indicazioni più dettagliate per quel che concerne gli asili nido e attività extra-scolastiche che rimangono a supporto dei genitori che non possono garantire direttamente l’accudimento.

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