CRONACA
Koch teme una seconda ondata in autunno/inverno. Come prevenirla? Testando, testando e ancora testando
A suo avviso la situazione in Svizzera è difficile: i casi sono troppo alti. Il rischio è che in presenza di sintomi lievi non ci si sottoponga al test, infettando così altre persone

BERNA – Daniel Koch è stato uno dei volti più noti della crisi del Coronavirus. Quando era a capo della task force, prima di passare al beneficio della pensione, era presente in tutte le conferenze stampa. Anche ora che appunto si gode la pensione, è sempre vigile sul virus e a bluewin.ch parla della situazione, che a suo avviso non è rosea, anzi viene definita “difficile”.

“Al momento i casi non sono così elevati da poter affermare che ci troviamo confrontati con una seconda ondata, ma sono comunque troppo alti”, spiega. Le sue paure si concentrano sull’autunno e poi sull’inverno, perché pare che il Covid si diffonda più facilmente con climi umidi e freddi.

Fondamentale per Koch è testare, anche in presenza di sintomi lievi. Il rischio che essi non vengano subito ricondotti al Coronavirus, permettendo cos’ al virus di girare in modo indisturbato. Infatti se una persona si sottopone al test quando sta male, potrebbe teoricamente averne contagiate altre nei giorni precedenti.

Dunque, il suo consiglio è di farsi testare anche in presenza di sintomi leggeri e se l’app SwissCovid (che però non ha avuto il successo che si sperava) segnala che si è stati nei pressi di qualcuno di positivo, in modo da non creare catene di contagio non più ricostruibili.

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