CRONACA
Il Ticino si prepara a un'eventuale crisi energetica
Il Governo, che segue la situazione da diversi mesi, ha elaborato diversi possibili scenari da attuare

BELLINZONA - Nella prima seduta dopo la pausa estiva, il Consiglio di Stato è tornato a confrontarsi sul tema dell’approvvigionamento energetico e della possibile penuria che potrebbe toccare la Svizzera durante i mesi autunnali e invernali. In attesa di conoscere le intenzioni della Confederazione, lo scorso luglio 2022 il Governo ticinese aveva già predisposto un’organizzazione cantonale specifica per il monitoraggio della situazione e l’elaborazione di possibili scenari. Il Consiglio di Stato potrà, come auspicato esplicitamente dalla Confederazione, anche avvalersi di uno Stato maggiore cantonale di condotta (SMCC) per il coordinamento della crisi e il supporto delle strutture e dei servizi attivi su tutto il territorio cantonale. L’obiettivo è mettere il Cantone Ticino nella condizione di poter affrontare tempestivamente ed efficacemente un eventuale peggioramento della situazione.

Il Consiglio di Stato segue ormai da svariati mesi, con la massima attenzione, le analisi e le discussioni in corso a livello federale a proposito dell’approvvigionamento energetico del Paese. Prendendo atto che durante i mesi autunnali e invernali la Svizzera potrebbe essere confrontata a una carenza di gas naturale ed energia elettrica, lo scorso 13 luglio 2022 il Governo aveva quindi tempestivamente adottato una serie di decisioni preliminari, secondo gli scenari elaborati dalla Confederazione e condivisi con i Cantoni.  

Per mettere il Cantone Ticino nelle condizioni migliori per affrontare una penuria o interruzioni momentanee dell’approvvigionamento energetico, le misure preparatorie adottate dal Governo hanno portato prima dell’estate all’istituzione di un Gruppo di lavoro che coinvolge il Dipartimento delle finanze e dell’economia, il Dipartimento delle istituzioni e l’Azienda elettrica cantonale, incaricato di proseguire le attività di monitoraggio e di predisporre il necessario apparato organizzativo. In questo senso, sull’esempio di quanto accaduto durante la pandemia, è data la possibilità, come auspicato esplicitamente dalla Confederazione, di attivare uno Stato maggiore cantonale di condotta (SMCC) in grado di supportare le strutture e i servizi su tutto il territorio cantonale, gestire l’applicazione delle misure adottate a livello federale e cantonale e, più in generale, coordinare la gestione dell'emergenza.  

Il Consiglio di Stato ha inoltre deciso di allestire un piano di comunicazione rivolto alla popolazione ticinese, che – in caso di bisogno e in maniera complementare a quanto fatto a livello federale – consentirà di informare, nel corso dei prossimi mesi, in modo completo su come affrontare al meglio le eventuali difficoltà che potrebbero presentarsi in caso di aggravamento della crisi.

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