ECONOMIA
Neo diplomati in smartworking: guadagni stabili per i dipendenti, non per gli indipendenti
Meno incarichi ricevuti (il 36% in meno) e giù il reddito (di quasi un terzo) per il 19% degli indipendenti diplomati che ha optato per lavorare da casa. Per tutti, una delle conseguenze è stata avere pochi contatti sul posto di lavoro

BERNA - Lavorare da casa fa guadagnare meno? Se si è dipendenti, no, mentre se si è indipendenti sì. E anche in un periodo come quello senza precedenti come il Covid, la disoccupazione colpisce in modo non uguale chi ha diversi gradi di formazione. Lo si evince dai dati relativi al 2020 pubblicati dall'Ufficio Federale di statistica.

"Le misure adottate dal Consiglio federale nell’ambito della pandemia di COVID-19 hanno avuto ripercussioni sulla vita lavorativa di oltre tre quarti delle persone diplomate della formazione professionale superiore che avevano concluso gli studi nel 2016 e che nel dicembre 2020 avevano un’attività lavorativa. Circa la metà di loro aveva pochi contatti sul posto di lavoro, indipendentemente dal fatto che si trattasse di lavoratori dipendenti (51%) o indipendenti (46%)", si legge. Certamente, lo smartworking ha effetti sulla vita sociale sul posto di lavoro, rischiando di portare a isolamento.

Passando a questioni relative al guadagno, "a lavorare da casa era il 45% dei dipendenti, e soltanto il 5% di loro ha osservato una diminuzione (minima) del reddito. La situazione delle persone diplomate attive come indipendenti era diversa: a lavorare da casa era il 19% di loro, e circa un terzo ha constatato una riduzione degli incarichi ricevuti (36%) e del reddito (31%). Il 12% di loro ha indicato di aver visto aumentare il volume di lavoro e il 29% ha beneficiato di un’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus. Nel 5% dei casi, invece, la relativa richiesta è stata respinta".

Evidentemente, non tutti hanno potuto lavorare da casa. "Le persone diplomate attive come dipendenti che rientravano nel ramo economico «Attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione e attività correlate» sono quelle che praticavano maggiormente il telelavoro a causa delle misure di lotta contro la COVID-19 (85%), seguite da quelle facenti parte del ramo «Telecomunicazioni» (81%) e «Programmazione, consulenza informatica e attività connesse» (80%).  Le persone che hanno usufruito meno spesso del telelavoro, invece, erano quelle diplomate attive come dipendenti di aziende dei rami economici «Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli» (18%), «Servizi sanitari» (13%) nonché «Servizi di assistenza residenziale» (13%). In questi rami, per l’esercizio dell’attività lavorativa è indispensabile la presenza in loco della maggior parte delle persone impiegate".

Per contro, chi ha un diploma di formazione professionale superiore è stato meno toccato dalla disoccupazione: Nel dicembre 2020, a essere disoccupato secondo la definizione dell’Ufficio internazionale del lavoro (ILO) era l’1,4% delle persone diplomate della formazione professionale superiore che avevano con-seguito un diploma nel 2016. Si tratta di una quota relativamente bassa. Se si considerano tutte le persone attive di età compresa tra 25 e 64 anni e con una formazione professionale superiore quale diploma più elevato, nel quarto trimestre del 2020 il tasso di disoccupazione era pari al 2,5%. A livello svizzero, nel quarto trimestre del 2020 il tasso di disoccupazione secondo l’ILO si attestava al 4,9%".

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