di MPS, promotore dell'iniziativa e in prima fila per la bocciatura della modifica della LEOC. «Era scontata, evidentemente il Municipio di Lugano ha un suo progetto, legato anche al Cardiocentro. Fondamentalmente, e l'ho anche scritto nel rapporto di minoranza, c'è in discussione il futuro del Cardiocentro, ovvero l'ospedale unico che l'EOC ha in mente».Pronzini spiega i piani futuri. «Nel 2020, scade la concessione e dunque dovrebbe rientrate nell'Ente. Si sta studiando un modo e ci si sta muovendo, a partire da Giudici, per non rientrare e per avere una nuova fondazione. Ho i documenti che certificano questo, la Città sarà presente, ma la premessa per tutto ciò è che passi la modifica della legge, e che il gruppo Genolier, che sappiamo cosa fa, possa avere la maternità. Nel 2020, dunque, la fondazione Cardiocentro rimarrebbe indipendente e visto l'indebolimento del Civico esso sarà il perno del futuro ospedale cantonale che avremo in Ticino».Gli interessi di Lugano e del Cardiocentro prevalgono, dunque? «L'obiettivo dell'EOC è sottomettere la sanità alle logiche del mercato e dare gli ambiti più interessanti al privato. Pensiamo al progetto legato alla maternità e quello dell'ortopedia. E si vuole che attorno al Cardiocentro gravitino altri ambiti redditizi. Attenzione, non è Lugano a guadagnarci e neppure i suoi pazienti, ma alcuni gruppi privati che ora dirigono il Cardiocentro, i vari Giudici, Sanvido, Pelli e i gruppi economici che stanno dietro». «Guardate come sta andando il dibattito in generale, quali sono i temi che stanno usando i fautori della privatizzazione: stanno giocando il tutto per tutto per riuscire nel loro progetto. La sanità in Ticino e in Svizzera corrisponde al 12% del prodotto interno lordo, fa gola agli interessi economici. È un po' lo stesso discorso della privatizzazione di telecomunicazioni e poste», rende attenti il rappresentante MPS.La presa di posizione di Lugano peserà per gli elettori? Pronzini crede di no. «Una serie di persone autorevoli, Noseda, Malacrida, Cavalli, le levatrici, i medici delle Tre Valli, si sono schierati. La partita è fra i soliti affaristi e le persone di buon senso, e in Ticino credo che le persone siano abbastanza intelligenti per capire che val la pena tenersi una sanità di valore. Vogliamo che un domani la sanità in Ticino diventi un ambito dove, come è stato scritto, i medici e il personale devono comportarsi come equilibristi?».Abbiamo contattato