POLITICA
Salvioni, il Lago di Locarno e le collaborazioni tra Roma e Berna. "Le nostre mega comunità ticinesi-piemontesi-lombarde hanno un destino umano comune"
Il Lago Maggiore, spiega, si è alzato di 2,5 metri in 48 ore, poi è risceso: ma il comportamento delle acque dipende anche da come viene regolato il deflusso delle stesse nel fiume Ticino Inferiore, alla diga della Miorina presso Sesto Calende

di Niccolò Salvioni*

Secondo lo storico idrometro lacuale fisico di Locarno, Svizzera, collocato accanto all’imbarcatoio, il livello del Lago Maggiore, tra le 08:00 di venerdì 2 ottobre e le 8:00 di oggi domenica 4 ottobre, in soli due giorni, è salito di quasi 2 metri e mezzo (oltre 5 cm all’ora).

Dalle 18:00 di ieri l’aumento si è drasticamente ridotto fino arrivare a zero, toccando i 195.47 m.s.l.m e dunque il grado di pericolo esondazione 3, fissato per Locarno a 195.50, questa volta, salvo ulteriori precipitazioni di rilievo (che non sembrano essere previste) non dovrebbe essere raggiunto.

Ridotto l’afflusso di nuove acque da nord, molto dipende anche da come viene regolato il deflusso delle stesse nel fiume Ticino Inferiore, alla diga della Miorina presso Sesto Calende.

La regolazione quotidiana del lago Maggiore è governata dal “Consorzio del Ticino” composto, a sua volta, da grandi consorzi di irrigazione della Lombardia e del Piemonte come pure dall’azienda italiana ENEL S.p.A., la quale produce energia elettrica e possiede centrali idroelettriche lungo il Ticino Inferiore. Le decisioni del Consorzio dipendono da molteplici fattori e possono incidere in modo sostanziale sulle terre sia sovrastanti che sottostanti il lago Maggiore.

Le intemperie che hanno toccato gravemente in particolare il Piemonte nord occidentale e le comunità del Verbano-Cusio-Ossola, oltre anche il Cantone Ticino nord occidentale, ma non solo, hanno determinato il repentino innalzamento del lago Maggiore e generano disagi che toccano, chi più chi meno, tutti i comuni rivieraschi italo-svizzeri del lago.

Questi disagi testimoniano quanto le nostre mega-comunità ticinesi-piemontesi-lombarde abbiano sovente un destino umano comune e che, sebbene la Svizzera non faccia parte dell’Unione Europea, ed a prescindere da ciò, occorrerebbe collaborare maggiormente in futuro, anche politicamente, con le Regioni e Province vicine, con Berna e con Roma, per prevenire, per quanto possibile, in modo coordinato ed integrando i dati relativi agli eventi naturali in evoluzione, per prevenire e mitigare al meglio i recenti disagi di origine meteorologica, forse anche connessi con gli effetti dei cambiamenti climatici causati dall’Uomo.

*Municipale PLR di Locarno

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