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Bertoli: "Il mondo del calcio è implacabile". Tonini: "Si riparta dai chiassesi"
Sono diversi i politici che commentano il fallimento del club rossoblù, esprimendo solidarietà a chi ora è senza lavoro e ai tifosi. Tirapelle: "Magari scopriremo cosa c'era dietro...". Bignotti: "Presi per il c--o"

CHIASSO - "Chissà cosa c’era dietro a questa operazione che la nuova proprietà ha abbandonato. Magari un giorno lo scopriremo”, ha detto Luigi Tirapelle, allenatore del Chiasso, a commento del fallimento odierno. Dichiarazioni che fanno il paio con il "mi sento preso per il c--o" esclamato da Nicola Bignotti appena uscito dalla Pretura di Mendrisio, pochi minuti dopo la scrittura della parola fine. 

Termina, almeno per il momento, la storia del FC Chiasso. Una fine ingloriosa che segue quelle, negli ultimi anni, di Lugano, Bellinzona e Locarno: il calcio, si sa, è un mondo difficile, non solo in Ticino.

Si tratta, qualunque sia la fede calcistica di ognuno, di una giornata triste. Sono diversi i politici che hanno commentato l'accaduto, a partire da Giorgio Fonio, che come sindacalista sta seguendo i calciatori rossoblu. "Una triste giornata per la nostra Chiasso, per tutto il Ticino calcistico e per tutte le persone che a causa di questo fallimento si ritrovano in grande difficoltà".

Anche il Consigliere di Stato Manuele Bertoli si è chinato sul tema del fallimento rossoblù. "Dispiace molto per il F.C. Chiasso, una delle più importanti e storiche società calcistiche del nostro Cantone. In quanto direttore del DECS porto la mia piena solidarietà a tutte le persone direttamente coinvolte dal fallimento, come pure ai tifosi. Purtroppo, come abbiamo già visto più volte in Ticino, il mondo calcio è implacabile. Mi auguro che dalle ceneri di ciò che è stato possa nascere qualcosa di nuovo capace di raccogliere e rendere onore all'eredità del club rossoblù".

Stefano Tonini, deputato chiassese, appassionato di calcio e arbitro, ha ricordato i suoi trascorsi da raccattapalle: "La parola fine è stata pronunciata. Il Chiasso è fallito e il cuore di noi appassionati piange lacrime amare. È un giorno triste per tifosi e appasionati. Gente che, come me, faceva il raccattapalle allo stadio negli anni d’oro di Rafael, Paquito, Cataldo. Perdiamo una società faro del calcio ticinese. Sono deluso e amareggiato: in questi anni, il fascino e la storia del Chiasso sono stati usati (!) da persone incoscienti che hanno fatto il male della società. Speriamo che serva da lezioni per ripartire. Magari dai ticinesi, magari dai chiassesi. Un abbraccio ai tifosi! E sempre forza Chiasso".

Il futuro, ora, è una incognita. Per i calciatori e anche per i tifosi, che piangono il loro club. 

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