CRONACA
Merlini, "perché la Svizzera fa ancora parte della black list italiana? A Berna come giudicate l'accanimento italiano verso i suoi contribuenti con conti da noi?"
Secondo il Consigliere Nazionale (in un atto firmato anche da tutti i colleghi ticinesi tranne Carobbio), sono stati compiuti i passi necessari per lo stralcio del Paese della lista nera, ma esso non è ancora avvenuto
di Giovanni Merlini*

Nel febbraio 2015, Svizzera e Italia hanno sottoscritto il protocollo per la Convenzione contro la doppia imposizione fiscale (CDI) mirante, tra l'altro, allo stralcio della CH da tutte le black list italiane.

Nel marzo 2017 i due Paesi hanno poi firmato un accordo per l'applicazione dello scambio di informazioni fiscali, nell'ambito dell'assistenza amministrativa, anche a partire dalle "richieste di gruppo".

Oggi, la Svizzera si trova però ancora iscritta nella black list italiana per le persone fisiche in virtù del trattamento privilegiato che il nostro sistema fiscale offre ai cosiddetti "globalisti".

Ciò consente all'Italia di avvalersi dell'inversione dell'onere probatorio verso i suoi contribuenti con conti bancari in Svizzera nell'ambito delle procedure avviate con domande raggruppate. Nel frattempo, però, le autorità italiane hanno adottato un trattamento forfetario a favore di stranieri che si stabili-scono sul loro territorio (cosiddetta norma “acchiapparicchi”).

Ciò premesso, si chiede dunque al Consiglio federale:

1) Ritiene giustificata la permanenza della Svizzera sulla black list italiana del 1999 alla luce della recente norma italiana "acchiapparicchi"?

2) In caso negativo, che cosa intende fare per ottenere il definitivo stralcio della Svizzera da questa black list?

3) Intende esercitare  pressione sulle autorità italiane, per esempio sospendendo la piena assistenza amministrativa in materia fiscale finché non sarà ottenuto tale stralcio?

4) Come valuta il rischio di accanimento da parte dell'Agenzia italiana delle entrate verso i suoi contribuenti con conti bancari in Svizzera?

5) Quando saranno finalmente raggiunti la reciprocità fiscale con l'Italia e l'accesso ai suoi mercati finanziari?   

Con l'accordo operativo dello scorso marzo, che contempla la retroattività per 3 anni e riguarda anche i conti chiusi di cittadini dei due Paesi, l'Italia vuole sanzionare i contribuenti definiti "recalci-tranti", rivolgendo alla nostra Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) richieste di dati sulla scorta di liste generiche, simili a quelle che configurano delle "fishing expeditions" vietate dal diritto internazionale.

Secondo i media italiani l'Agenzia delle entrate starebbe infatti allestendo ri-chieste raggruppate per quei contribuenti che dal 2010 hanno trasferito il domicilio in Svizzera e che sono sospettati di residenza fittizia ai fini dell'occultazione di averi mai dichiarati. Peraltro la recente sentenza del TF, avendo accolto un ricorso dell'AFC in un caso di richieste raggruppate dei Paesi Bassi, ha sorprendentemente spianato la strada alle domande raggruppate, smentendo il diniego del TAF.

     

*Consigliere Nazionale PLR

L’atto parlamentare (interpellanza) è stato inoltre sottoscritto da:

Heinz Brand (UDC), Ignazio Cassis (PLR), Marco Chiesa (UDC), Petra Gössi (PLR), Roberta Pantani (Lega dei Ticinesi), Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi), Fabio Regazzi (PPD), Marco Romano (PPD), Peter Schilliger (PLR) e Albert Vitali (PLR)

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