CRONACA
Croci lascia Mendrisio per... Bellinzona? Intanto lui parla di "una necessità di svolta" ma ammette "se i referendum fossero andati in modo diverso magari non l'avrei avvertita"
La Regione ipotizza che il sindaco, intenzionato a dimettersi, potrebbe rientrare in gioco per fornire al PPD un nome nuovo per il Consiglio di Stato. Croci spiega i motivi dell'addio, un po' "umani" e un po' politici. Per la successione, Romano sarebbe disponibile, ma non è escluso un ballottaggio
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Clamoroso a Mendrisio. Carlo Croci lascia

16 DICEMBRE 2017
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Clamoroso a Mendrisio. Carlo Croci lascia

16 DICEMBRE 2017
MENDRISIO – Carlo Croci, col suo annuncio al Mercato Coperto di sabato, ha spiazzato tutti. O quasi, perché erano pochissimi a sapere che il sindaco avrebbe lasciato la carica. La sua famiglia, ovviamente, e i vertici del partito. Oltre al segretario comunale, con cui ha lavorato a stretto contatto e che, racconta, gli aveva detto di non vedere più in lui la “una profondità di pensiero sui grandi progetti, che proiettano in là nel tempo”.

A livello politico, due referendum persi, ovviamente, pesano. E molti riconducono a questo la sua scelta, lui a La Regione non lo nega. Però parla più in generale di una necessità di svolta. È affascinante anche l’ipotesi del giornale stesso: un addio o un arrivederci? Il PPD potrebbe aver bisogno di nomi nuovi per le elezioni cantonali. Fantapolitca?

A Croci non è stato chiesto niente. Lui ha spiegato che ha deciso di annunciare l’addio alla popolazione, prima di inoltrare le dimissioni ufficiali, anche per non cogliere nessuno impreparato. Ovvero, “se ci sono più interessi per la successione, tutti hanno il tempo di prepararsi correttamente,  nessuno è colto alla sprovvista. Lasciamo che la democrazia possa compiersi nel modo migliore. Si aprono tanti scenari, me ne rendo perfettamente conto. D’altra parte, dopo trent’anni, avviene questo”.

La scelta è nata gradualmente, “ha cominciato a essere un tema quando l’esecutivo si è trovato confrontato con il secondo referendum, quello contro la trasformazione in SA delle Aziende industriali (dopo quello su Piazza del Ponte, ndr) e il suo risultato. Lì ho percepito un’esigenza di rinnovamento all’interno del Comune. Penmsavo di superarla col tempo, ma passando le settimane questa esigenza è diventata sempre più marcata. Questo sentimento di rinnovamento, oltre a trent’anni di attività politica, ha creato un’alchimia che mi ha quindi portato a questa decisione”. Racconta che diciotto giorni in solitudine in montagna, viaggi che compie spesso, lo hanno aiutato ancor di più a guardarsi dentro. Ma se i referendum fossero andati in un altro modo? “Probabilmente non avrei avvertito questa esigenza”, ha risposto molto onesta,mente Croci.

Le dimissioni ufficiali arriveranno fra qualche mese. Sente di non lasciare dossier, sono tutti in corso, dalla Supsi che arriverà al Centro di pronto intervento appena realizzato, il progetto di sistemazione di Piazza del Ponte, la pianificazione del comparto di Valera, l’acquisto da perfezionare di Villa Argentina. Vorrebbe mettere il sigillo al consuntivo, se non andrà troppo in là.

Cosa succederà nel Magnifico Borgo? Il delfino è Marco Romano, che non ha mai nascosto di amare la sua città. “La novità (le dimissioni di Croci, n.d.r.) non era prevista, amo Mendrisio e dedicarmi alla cosa pubblica, motivo per cui tempo qualche giorno di riflessione e di discussione con i colleghi di Municipio e credo proprio che la mia disponibilità non possa mancare. Ho cominciato a fare politica per Mendrisio. Fondamentale mi pare evitare anni di tensione e scontri politici. Il Municipio attuale è coeso e dinamico, dobbiamo restare così per fare crescere la città. Il ruolo di sindaco è assolutamente compatibile con il mandato al Nazionale, tanti miei colleghi sono negli Esecutivi di città e Comuni svizzeri”, ha detto al Corriere del Ticino.

Ma non è detto che gli altri partiti si accontentino. Infatti Samuel Maffi, liberale, ha avvisato dicendo che “al momento non darei per scontato che il prossimo sindaco sarà Romano. Sarà una questione da discutere in primis all’interno del Municipio, assieme alla nuova assegnazione di cariche e dicasteri. Se più persone si candideranno a sindaco, si andrà al voto. Personalmente, non ho ancora discusso con nessuno l’eventualità di candidarmi, non escludo che se il mio partito me lo chiedesse potrei farlo. Dopo Croci sono il municipale di più lunga militanza nell’Esecutivo, l’esperienza non mi manca”.

Nelle fila del PPD, Paolo Danielli sarà il subentrante di Croci. L’ormai ex sindaco, sebbene non ancora dimissionario ufficiale, tenterà la scalata in Cantone?

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