CRONACA
Ticinesi che scelgono di fare i... frontalieri
Sono 2'000 le persone all'anno che decidono di vivere in Italia e lavorare in Ticino, per usufruire di una vita meno cara

COMO – Fino a poco tempo fa, il 47,4% dei ticinesi dichiarava di fare la spesa in Italia, almeno così dice La Provincia di Como. Ora sembrerebbe essere in atto una nuova tendenza, che seppur ancora marginale potrebbe essere una spia di allarme: chi addirittura sceglie di andare a vivere in Italia, pur lavorando in Svizzera.


Insomma, di fare il frontaliere, dicendolo senza mezzi termini. 


I motivi? I costi di beni e servizi, prosegue il giornale (il tema è stato ripreso anche da La Regione), sono il 60% più alti mediamente in Svizzera che nell’UE. Se si aggiungono gli affitti (in Italia con 600-700 euro si può affittare qualcosa di decoroso, contro anche 2'000 franchi mensili che si spendono qui) e quanto si spende per il tempo libero…

“In base ai risultati emersi, come interpretare l’aumento di partenze osservato tra il 2012 e il 2016? Dal Ticino verso altre nazioni, e soprattutto verso l’Italia, partono i giovani in età lavorativa tra i 20 e i 39 anni. In cifre assolute la parte più consistente è formata da giovani stranieri nati all’estero, soprattutto con un permesso B, quindi persone che da poco risiedono sul nostro territorio. Ma in termini relativi, tramite i tassi di emigrazione in uscita, si osserva anche un significativo aumento di svizzeri nati in Svizzera partenti verso l’estero", si legge in un recente studio dell'Ufficio Cantonale di Statistica


Insomma, una sorta di fuga di cervelli. Ma tornando all’Italia, non tutti la scelgono per il lavoro. Spesso, mantengono il posto in Svizzera, e fanno come i frontalieri, ovvero attraversano il confine ogni giorno. Nell’ultimo anno, e La Provincia di Como sottolinea come ne manchi uno alle elezioni, dunque questo può essere un tema, sono circa 2'000 le persone che hanno scelto di andare a vivere in Italia. La maggior parte di esse sono coppie o famiglie che si sono formate in Ticino.


Poi, di solito schiacciate dai costi, si spostano. Un fenomeno per ora marginale, ma potrà diventare importante? Se lo divenisse, anche il tema dei permessi e delle tassazioni potrebbe saltare in cima all’ordine del giorno.

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