CRONACA
Voci da Genova. "Prima non capivo, poi sono fuggito e ho avuto paura"
Due persone ci raccontano la tragedia genovese. "La città è sotto shock, ci sono silenzio e irrealtà"

GENOVA – Una vigilia di Ferragosto terribile, per tutta l’Italia, che ha gli occhi puntati su quel che rimane di quel maledetto ponte. Una giornata da incubo per tutti, ma che Genova non dimenticherà mai, ferita al cuore, divisa in due, piangendo le 35 persone che sono morte, pregando per i feriti e i dispersi, pensando ai 440 sfollati.

C’è chi è sopravvissuto, come il camionista che si è fermato a pochi metri dal crollo, qualcuno filosoficamente ha scritto “la distanza tra la vita e la morte”.

TicinoLibero ha parlato con due persone, due genovesi, uno che ha visto da vicinissimo il crollo e uno che ha la moglie che sta lavorando alacremente per medicare e aiutare i feriti.

Il nostro primo interlocutore, nome noto alla redazione, è un camionista. E anche lui ha avuto, se così si può dire in questa tragedia, la fortuna di non essere proprio nel posto sbagliato. Ci invia le foto di dov’era, in quel momento. Vicino, ma non abbastanza da trovarsi tra i veicoli che sono caduti. “Il crollo non l’ho vissuto in prima persona, pensavo fosse una normale colonna, come ogni giorno. Ma ad un certo punto mi sono trovato uomini, donne e bambini che scappavano verso di me, scalzi e impauriti. Lì ho capito cosa fosse successo, sono sceso dal camion e mi sono messo in salvo, ho avuto paura”, ci racconta.

Non è la prima volta che il destino gli si affianca su quel ponte, e il suo primo pensiero è “che anche stavolta sono sopravvissuto, visto che 20 anni fa, non per mia colpa, ho avuto un gravissimo incidente sullo stesso ponte e ho rischiato la vita”.

L’Italia vive sentimenti diversi, c’è la rabbia per una struttura che pareva pericolante, il lui c’è dispiacere, e loda i soccorritori. “Hanno soccorso a noi “superstiti” riunendoci in una galleria e dandoci supporto psicologico morale”. 

Cosa succederà, ora, a Genova? “È un grande problema perché noi abbiamo solo l’autostrada o la statale, la mancanza di quel pezzo causerà molti disagi al traffico e alla vita di tutti i giorni. E per noi camionisti ci sarà lo stesso problema”.

Ai politici vuol dire che “stanotte si dormirà male, politici e non”.

L’altra persona (nome a noi noto) con cui abbiamo parlato si trovava a Genova ma dall’altra parte della città. Ciò non gli impedisce di sentirsi fortemente partecipe. “Siamo attoniti e scioccati, in tutta la città ci sono un silenzio e un’immobilità irreali”.
La moglie è infermiera e sta vivendo in prima persona i soccorsi. “Si occupa di anestesia e rianimazione da oltre trent’anni, ha prestato servizio ai codici rossi dell’ospedale San Martino ed ha visto feriti gravi e morti per tutto il pomeriggio”.

I pensieri di tutti non possono che essere a Genova. Altro che giornata di festa.

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