CRONACA
"Questa una dittatura apartheid 2.0". La polemica del freestyler per... il naso di Borradori
Joel Beretta Piccoli ha partecipato a un evento al Liceo Lugano 1 e in una sfida a freestyle ha paragonato il naso del sindaco a quello di Dante Alighieri. E pare che i docenti siano scontenti. "Mi attaccano perchè figlio di Gerri? Mi farebbe ridere"

LUGANO – “Un giovane e talentuoso rapper ticinese è bandito da manifestazioni che potrebbero essere organizzate al Liceo 1 di Lugano perché ha paragonato il naso di Borradori a quello di Dante Alighieri! Evviva la libertà di espressione, grande lungimiranza da parte della direzione!”. Tutto parte da un post Facebook del padre di un ragazzo che frequenta il Liceo.

Cosa è successo? Il giovane, Joel Beretta Piccoli, figlio del noto Gerri, è noto per le sue rime rap e per le sfide di freestyle, dove il freestyle rap è” una disciplina della cultura hip hop, consistente nel "rappare" in una maniera non strutturata rime già scritte (free of style) oppure improvvisando (off the top of the head) rime, assonanze, altre figure retoriche e giochi di parole”. In pratica, una persona sfida un’altra a improvvisare concetti e rime.

Ospite a una festa del Liceo, Beretta Piccoli ha rappato una rima sul naso del sindaco Marco Borradori. “Si è partiti col dire che bisogna aver naso per le rime, io ho tirato fuori Dante, il poeta, e ho collegato una persona che secondo me ha un naso simile, il sindaco. Ma non era assolutamente un giudizio sull’operato politico: il semplice paragone di un naso con un naso!”.
Stando a voci di corridoio, dei docenti non avrebbero gradito che si sia citato il sindaco, e la direzione potrebbe decidere di non invitare più Beretta Piccoli. Che è scioccato e arrabbiato. 

"La musica è libertà di espressione. Pensiamo per esempio a cosa passa in radio nel rap, dove si parla di sesso, droga, put—e, soldi. Io ho solo fatto un pensiero un po’ più elaborato su una figura politica e scoppia il finimondo. Mi dispiacerebbe molto non essere più invitato. Se mi succede di prendere in giro un poliziotto, non succede nulla. Se si cita il sindaco…”

Non è la prima volta, ci dice, che cita un politico, da Gobbi a Bertini, da Bertoli a partiti interi, sia Lega, PPD, PLR, PC. “Rappando in una realtà come Lugano, faccio riferimento a figure che i ragazzi conoscono, perché può divertirli di più. Non cito Hawkins, tanto per dire, che magari è noto al 20% dei partecipanti. E il sindaco è ovviamente molto conosciuto”, ci spiega. E fa notare come il feeestyle, per definizione, è ironico. “Se mi sfida un ragazzo sovrappeso, succede di dirgli che si è mangiato gli sfidanti o l’intera famiglia. Io stesso ho la sclerosi multipla e il diabete e scherzo su queste malattie, mai nessuno mi ha detto nulla”.

L’autoironia, a suo dire, deve essere alla base. “E se sei un politico noto, devi averne”.

Ripete che il suo non è un giudizio politico. “Ci dicono che il liceo serve per la cultura e per ragionamenti un po’ più approfonditi, poi appena si osa scherzare paragonando un naso a un naso non va più bene. Pare di essere in una sorta di dittatura apartheid 2.0. Io mica posso controllare cosa esce dal mio cervello a livello impulsivo, così come è il freestyle, che fa della spontaneità il suo essere”, si lamenta.

E non gli va giù l’idea che possa essere attaccato perché figlio di Gerri Beretta Piccoli. “Mi farebbe davvero ridere, perché non siamo a 100 anni fa quando si aveva la stessa idea del genitore. Io e mio padre siamo simili come orientamento, però discutiamo e ci confrontiamo, abbiamo delle divergenze. Con Internet, ci si forma una coscienza ben diversa, ognuno ha le sue idee”.

Gli dà fastidio che le dicerie si siano sparse per i corridoi e nessuno lo abbia interpellato. “A un docente non è piaciuto ciò che ho detto? Poteva venir da me, si beveva un caffè, anzi lo offrivo pure, e se ne discuteva”.

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