CRONACA
L'appello disperato della sanità al Governo: "Chiudere tutto e subito"
Drammatico appello dei vertici di EOC e Moncucco al Consiglio di Stato che prefigurano uno scenario da incubo: "2.500 persone ospedalizzate, con 250 pazienti ventilati su un’ondata epidemica di 60 giorni"
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LUGANO - “In Ticino occorre attuare l’interruzione di tutte le attività non essenziali compresa la chiusura di tutte le scuole”. È un appello quasi disperato quello che l’Ente ospedaliero cantonale e la clinica Moncucco rivolgono al Consiglio di Stato.

Secondo quanto riferisce l’edizione online del Caffè, la richiesta è stata messa nero su bianco e inviata nel tardo pomeriggio di giovedì al Governo. Ad allarmare i firmatari della lettera (del direttore generale dell’Eoc, del capo e del vice capo area medica, del coordinatore taskforce e dei due direttori della Moncucco), sono gli ultimi dati del contagio da Coronavirus e uno scenario che prevede “2.500 persone ospedalizzate, con 250 pazienti ventilati su un’ondata epidemica di 60 giorni”. Secondo i rappresentanti di EOC e Moncucco “le curve epidemiche di contagio in Ticino riproducono con circa tre settimane di ritardo quanto osservato in Lombardia”.

La previsione degli esperti è a dir poco drammatica:  “In Ticino si rischia una situazione ancora più grave (rispetto alla Lombardia, ndr.), alla quale non potremo far fronte se la crescita dei contagi non verrà contenuta. È dimostrato dall’esperienza di altre nazioni nel mondo – la Cina, la Corea e Paesi come Codogno in Italia – che l’unica misura preventiva efficace per ridurre il numero di contagi consiste in azioni decise che diminuiscano nel modo più assoluto i contatti tra le persone”.


La lettera, come scrive il Caffé, è stata recapitata sul tavolo del Governo nel tardo pomeriggio. Nelle stesse ore in cui Manuele Bertoli era impegnato a criticare, in radio e in tv, i comuni che avevano scelto di disobbedire alla decisione del Consiglio di Stato di non chiudere le scuole dell’obbligo.


I firmatari della lettera


I firmatari della lettera sono: il direttore dell’Eoc Pellanda; il capo area medica Ferrari; il suo vice Lepori; il coordinatore della taskforce e capo delle cure intense Merlani; e per la clinica Moncucco il direttor Camponovo e il direttore sanitario Garzoni. Hanno usato un linguaggio chiaro e diretto. “La cellula di crisi dell’Eoc, della clinica Luganese Moncucco, i dirigenti e i medici dell’Eoc e della Moncucco vi pregano, senza esitazioni, di avere il coraggio di prendere misure radicali da applicare in modo tempestivo”. E alla fine un allarme ancora più forte: “Ogni giorno, ogni ora conta”.

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