CRONACA
Alberti: "Altro che guariti dopo due giorni. Dico no alla riapertura delle scuole"
Il sindaco di Bioggio parla a Liberatv: "Ero sfinito, con dolori ovunque. Scuole? Sono per dare ai genitori la libertà di scegliere..."

Di Marco Bazzi

BIOGGIO - “È stato un cammino lungo e tortuoso”. Eolo Alberti aveva scritto così su Facebook il 23 marzo, quasi un mese fa, raccontando la sua malattia. La sua esperienza con il maledetto Covid19.

Quel giorno si sentiva meglio, pensava che fosse finita. Invece no, anche se il peggio era passato: “L’8 aprile sono andato a fare il secondo tampone e sono risultato ancora positivo, a oltre venti giorni dall’accertamento dell’infezione”, racconta a liberatv. Il sindaco di Bioggio sta così vivendo la sua sesta settimana di quarantena. Altro che dopo 2 giorni dalla fine dei sintomi ci si può considerare guariti e tornare al lavoro, come si raccomanda in Svizzera e in Ticino!

 “Evidentemente non è così, e la mia esperienza lo dimostra. Ho iniziato a stare male il 15 marzo, il 17 mi hanno portato in ospedale per un controllo, mi hanno fatto il tampone e sono risultato positivo – racconta -. Sono tra i fortunati che hanno potuto tornare a casa dopo poche ore, ma vi assicuro che ho vissuto una settimana infernale. Ho avuto febbre a 38 un solo giorno, ma per quattro o cinque non riuscivo ad alzarmi dal letto, ero sfinito, con dolori ovunque. Mi sembrava di soffocare, o forse meglio, di annegare. Ho perso l’olfatto e il gusto…”.

Eolo Alberti fa ancora fatica a respirare: “Lo pneumologo mi ha riscontrato una bronchite post virus e un’asma dovuta all’allergia mi causa ancora una carenza di ossigeno. Ma va meglio. Fortunatamente non avevo altre patologie che potessero aggravare la situazione”.

Le sedute del Municipio di Bioggio si sono svolte regolarmente in collegamento virtuale, l’ultima ieri sera, quando è stato discusso il controverso tema della riapertura delle scuole, che dovrebbe avvenire l’11 maggio.

“Capisco la situazione economica – spiega il sindaco - e credo che diverse attività debbano riprendere altrimenti ne usciremo con le ossa rotte e non so per quanto riusciremo a resistere, ma bisogna essere molto prudenti. Non sono un medico o uno scienziato e quindi mi affido al parere degli esperti, anche se sono spesso molto discordanti. Siamo confrontati con una malattia nuova, sconosciuta e che con il passare del tempo ci riserva novità e contraddizioni. Non sappiamo nemmeno se chi l’ha fatta sarà immune oppure no… Siamo di fronte a una grande emergenza sanitaria e abbiamo pochissima esperienza. E quindi dico no alla riapertura generalizzata delle scuole”.

Capirei l’urgenza se fossimo a gennaio, precisa Alberti, “ma l’11 maggio mancheranno solo tre settimane alla fine dell’anno scolastico, per cui ritengo che sarebbe saggio e opportuno limitarsi a far tornare a scuola solo gli allievi di quarta media e quelli che devono fare gli esami professionali, con le dovute modalità di protezione e la necessaria distanza di sicurezza sanitaria. Lo dico pensando ai ragazzi, e ai possibili nuovi contagi che potrebbero svilupparsi nell’ambiente scolastico, ma anche agli insegnanti, e a tutti coloro che lavorano nell’ambito educativo, dai trasporti alle mense…”.

Ne abbiamo parlato ieri sera in Municipio, conclude, e auspichiamo che l’11 maggio non ci sia una riapertura generalizzata scuole. Ho chiesto anche una presa di posizione ai Municipi di Agno e di Manno. E se il Cantone decidesse di riaprire, personalmente sono per dare ai genitori la libertà di scegliere se mandare a scuola i loro figli oppure no”.

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