CRONACA
Caos dopo il decreto di Conte. Ma pare palese che gli svizzeri non potranno entrare in Italia
Lombardia e Piemonte dovrebbero rientrare nelle zone rosse, dunque con le restrizioni più importanti, mancano ancora i pareri dell'Ufficio superiore della sanità e dei governatori. Nessuna limitazione per i frontalieri

ITALIA/SVIZZERA – Il premier italiano Giuseppe Conte ha posto la firma questa notte sul nuovo DPCM che sancisce le nuove restrizioni per contenere la diffusione del Covid-19. L’ennesimo decreto riporta tutti (o quasi) a vivere una situazione simile a quanto vissuto la scorsa primavera, anche se le varie misure si applicheranno diversamente di regione in regione in base alla rispettiva situazione epidemiologica.

Attualmente – va detto – regna ancora l’incertezza e la confusione. La situazione è molto nebulosa e nasconde diverse zone d’ombra nelle quali anche la parte italiana è confusa sul modo di agire. E questo dipende, lo ripetiamo, da come verranno classificate le regioni. Lombardia e Piemonte, le più vicine alla Svizzera – sembrano destinate a finire nella lista delle regione etichettate come “zona rossa”. Ma si attende ancora il verdetto dell’Ufficio superiore di sanità, che dovrà successivamente sottoporre l’ordinanza al governatore Fontana. A quanto pare, da mezzanotte in poi entreranno in vigore le limitazioni "nazionali", poi man mano che le regioni verranno decretate zone rosse, arancioni o gialle si adegueranno a quelle più restrittive. 

Quello che sembra palese è il fatto che l’Italia chiuda alla Svizzera. Nel DPCM generale firmato da Conte, infatti, è infatti messo nero su bianco che “sono vietati gli spostamenti da e per Stati e territori di cui all’elenco E, l’ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che hanno soggiornato o transitato negli Stati e territori di cui al medesimo elenco E (…)”. Sarà però permesso entrare e uscire dalla Svizzera per “esigenze lavorative, assoluta urgenza, esigenze di salute, esigenze di studio e rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

Nessuna limitazione ai frontalieri

I frontalieri potranno recarsi al lavoro normalmente, in quanto “è permesso ai lavoratori transfrontalieri l’ingresso e l’uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora”.

La risposta alle molte domande arriverà soltanto nei prossimi giorni, quando zone e regioni saranno classificate e quando i prefetti decideranno come effettuare i filtri alle frontiere.

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