CRONACA
L'USAM spinge sull'acceleratore: "Via la situazione particolare dal 1o giugno". Anche i Cantoni chiedono più libertà
L'Unione svizzera arti e mestieri vorrebbe 100 persone all'interno e 300 all'esterno negli incontri privati, 300 in una sala per gli eventi pubblici e 1'000 all'esterno. Le contestazioni al piano del Consiglio Federale sono simili a quelle ticinesi

BERNA - I Cantoni ed anche l'USAM vorrebbero riaperture più rapide di quelle proposte dal Consiglio Federale. Ancor più dei Cantoni, a voler spingere sull'acceleratore è Unione svizzera arti e mestieri, che ritiene il modello proposto dal Governo viola la legge Covid-19, dato che si potrebbe abrogare la situazione particolare già dal primo giugno, ovvero fra pochi giorni, in base ai dati epidemiologici.

Il Canton Berna invece chiede che ogni tipo di restrizione sia abolita a partire dal primo ottobre, a meno che non arrivi una nuova variante su cui i vaccini non sono efficaci. 

Una contestazione del programma di Berna che emerge e condivisa anche dal Ticino è la subordinazione dell'abrogazione dell'obbligo del telelavoro ai test rapidi in azienda.

Numerosi cantoni, compreso il Ticino, chiedono di aumentare il numero di persone che potranno essere presenti agli incontri privati: per quanto concerne quelli al chiuso, Friburgo e Vaud chiedono 15 persone, Argovia 20, Berna addirittura 50. Per l'esterno (Bellinzona aveva chiesto 30 persone), Friburgo chiede  20 persone, Vaud, Argovia e Giura 30, e Berna 50. L'USAM addirittura punta a 100 persone all’interno e 300 all’esterno, anche senza concetti di protezione.

Si chiede di aumentare il numero di persone che potranno partecipare agli eventi pubblici. USAM  vorrebbe fino a 300 persone in una sala invece delle 100 previste e 1'000 all'aperto. . Turgovia vorrebbe un limite di 600 persone per gli eventi all’aperto invece di 300.

 

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