CRONACA
Green pass, Italia divisa. Meloni: "La strada della discriminazione e del conflitto è molto pericolosa"
Salvini: "Non possiamo fermare a metà luglio una stagione turistica che sta faticosamente ripartendo. Non possiamo rovinare la vita a milioni di italiani". Per il Comitato tecnico scientifico è una soluzione ma l'obbligatorietà è una scelta politica

ROMA - Sta facendo discutere l'introduzione dell'obbligo del green pass in Italia per accedere ai ristoranti al chiuso e a tutte una serie di manifestazioni (vedi correlati). Molte sono le reazioni, alcune positive e altre negative, tra chi non vuole introdurre rischi di discriminazioni tra vaccinati e non e chi invece lo ritiene uno strumento valido per continuare una vita normale nonostante il virus.

Fra chi è assolutamente contraria c'è Giorgia Meloni dei Fratelli d'Italia: "Il Governo ha approvato l'obbligo del Green Pass, un lasciapassare che lede la libertà dei cittadini, che devasta ulteriormente la nostra economia e che di fatto impone l'obbligo vaccinale per poter accedere a molte attività della nostra società. La strada della discriminazione e del conflitto tra cittadini è una strada molto pericolosa, in completa controtendenza con quanto stabilito dalla UE che chiedeva proprio di evitare discriminazioni. È incredibile che la sinistra sia europeista solo quando da Bruxelles impongono misure di lacrime e sangue per gli italiani".

Forti le parole anche del leghista Matteo Salvini: “Ci sono 30 milioni di italiani che non sono ancora coperti da dosi di vaccino. Quindi io invito a mettere in sicurezza tutti coloro che hanno più di 60 anni perché sono quelli che rischiano la vita se raggiunti dal Covid. Però non si può, a metà luglio, togliere i diritti, il lavoro, la speranza, gli stipendi a 30 milioni di italiani. Non scherziamo. Non possiamo fermare a metà luglio una stagione turistica che sta faticosamente ripartendo. Non possiamo rovinare la vita a milioni di italiani".

Per Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute invece il green pass è "un’opportunità da sfruttare laddove i contagi raggiungono numeri significativi che possono far introdurre delle restrizioni. Green pass significa lotta alle restrizioni, va utilizzato in maniera graduale e proporzionata. Se la situazione epidemiologica dovesse portare ad un incremento cospicuo dei casi e secondo me in Italia supereremo i 10mila per fine agosto, le alternative sarebbero le restrizioni o il green pass. Allora si può utilizzare il Green pass per i luoghi dove c’è maggiore assembramento fino alla piccola cosa quotidiana, come andare al ristorante".

Anche il Comitato Tecnico Scientifico è a favore, come si evince dalle parole di Donato Greco. “Il Green pass è una grande soluzione che dà un segnale di protezione per se stessi e per la comunità. Quindi noi siamo molto contenti del green pass. Che poi il green pass sia obbligatorio o non obbligatorio queste sono scelte politica non sono scelte del mondo tecnico. Noi siamo favorevoli all’uso più massiccio possibile del green pass”.

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