CRONACA
In Ticino la situazione è migliore che nel resto della Svizzera ma sta comunque peggiorando
Lo hanno detto le autorità in conferenza stampa, annunciando che la campagna "Distanti ma vicini" passa al colore arancione, dopo cinque mesi di blu

BELLINZONA - La situazione epidemiologica in Svizzera e in Ticino, da alcune settimane, è caratterizzata da un aumento dei contagi da coronavirus e delle ospedalizzazioni, con una tendenza in netto peggioramento negli ultimi giorni. Le autorità cantonali ritengono perciò necessario rafforzare la sensibilizzazione tornando a innalzare il livello di allerta, tramite la modifica dal blu all’arancione della campagna «Distanti ma vicini».

Si invita pertanto la popolazione ad applicare scrupolosamente le misure di protezione personale utilizzando la mascherina, rispettando la distanza fisica, curando l’igiene delle mani, sottoponendosi al test al minimo sintomo e vaccinandosi. Alle persone con 65 o più anni, che hanno ricevuto la vaccinazione di base da più di 6 mesi, è fortemente raccomandato di annunciarsi per la dose di richiamo.

La presenza di una variante più contagiosa e letale del virus e l’arrivo dei mesi freddi, più favorevoli alla diffusione del virus, stanno nuovamente facendo crescere i contagi: dall’inizio del mese di novembre, in Svizzera i nuovi contagi giornalieri e le ospedalizzazioni raddoppiano ogni due settimane. Anche a livello internazionale la situazione è considerata critica, con diversi Paesi europei che hanno adottato severe misure di restrizione.

Benché la situazione epidemiologica in Ticino rimanga migliore rispetto a quella degli altri Cantoni, anche a sud delle Alpi la situazione tende a peggiorare. Per questo motivo, dopo cinque mesi caratterizzati dal colore blu, la campagna di sensibilizzazione «Distanti ma vicini» torna al colore arancione: questo indica una fase di allerta accresciuta, e intende richiamare l’attenzione della popolazione sulle misure di protezione personale (mascherina, igiene delle mani, rispetto della distanza nei luoghi affollati, test al minimo sintomo, anche per i vaccinati), e sull’importanza della scelta di vaccinarsi.

Proprio la vaccinazione si sta rilevando in questa fase della pandemia uno strumento particolarmente efficace, di fronte a una variante del virus più contagiosa e letale. Il tasso di somministrazioni in Cantone Ticino, più elevato rispetto al resto della Svizzera, ha finora contenuto la circolazione del virus, ma non è sufficiente per escludere un nuovo sovraccarico delle strutture ospedaliere durante i mesi invernali.

Alle persone con 65 o più anni che hanno ricevuto la seconda dose da più di 6 mesi viene raccomandato di prenotarsi al più presto per ricevere il richiamo vaccinale («booster»). Questa dose permette di aumentare nuovamente il proprio grado di protezione, che in questa fascia di popolazione tende a diminuire più rapidamente con il passare del tempo. La prenotazione può avvenire tramite telefono (0800 128 128, tutti i giorni dalle 8:00 alle 17:30) e tramite la piattaforma online presente su www.ti.ch/vaccinazione.

Le autorità cantonali ricordano infine che la vaccinazione di base e il richiamo – insieme alle altre misure di protezione personali – sono essenziali per frenare la diffusione del coronavirus, e in questa fase della pandemia invitano a prestare la massima prudenza nei contatti con le persone più vulnerabili ed esposte al rischio di decorsi gravi della malattia.

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