Macellaio-imprenditore, ha aperto ristoranti in tutto il mondo, dove i vip fanno la corsa per mangiare e farsi fotografare con lui. Ma gli ex dipendenti parlano di un clima di terrore e di furti di stipendi
MILANO - Jet privati, stile super lusso, ristoranti dove serve carne ricoperta d'oro, ma dall'altro lato accuse di furto di stipendio, discriminazioni, violazioni delle leggi sul lavoro e una cultura della paura prevaricante nei confronti delle donne. Lui è Salt Bae, noto come il macellaio-imprenditore capace di aprire ristoranti in tutto il mondo, da Abu Dhabi a Dubai, da Los Angeles a Las Vegas, da Mykonos a New York. Se la sua vita appare dorata, gli ex dipendenti raccontano il rovescio della medaglia. Lavorare per lui, dicono, non è per niente piacevole!
Nel suo ristorante di New York, per esempio, un Golden Burger può costare sino a 300 euro. E i vip fanno la corsa per mangiare nei suoi locali (quello di Londra ha incassato 9,2 milioni di dollari in tre mesi) e magari farsi fotografare con lui, a favore di social.
Ma dietro le quinte la realtà sarebbe del tutto diversa. Viene definito come un "tiranno con l'ossessione per la ricchezza e l'eccesso".
Non solo stipendi non pagati, ma anche un modus operandi che fa leva sulla paura e sulle discriminazioni, in particolare contro le donne. Lui però non ci sta: "Le accuse non sono altro che un rimaneggiamento di vecchie cause legali in cui le rivendicazioni sono state contestate e sono state da tempo sistemate", ha detto a Insider l'avvocato dell'imprenditore