CRONACA
La Curia sull'arresto di don Leo: "Ecco perché non abbiamo adottato misure fino al giorno dell'arresto"
La nota stampa risponde ad alcuni interrogativi legittimi sorti nelle ultime ore
Foto: Catt.ch
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LUGANO - La Curia ha diramato oggi una nota stampa spiegando per quale motivo non ha adottato provvedimenti preventivi nei confronti di don Rolando Leo, il sacerdote arrestato mercoledì scorso con l’accusa di atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale, atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette a resistere e pornografia. Ecco la nota integrale.

"La Curia vescovile, alla luce di alcuni articoli apparsi nelle ultime ore, ritiene necessario fornire alcuni elementi utili a far chiarezza sui fatti antecedenti il fermo del Presbitero diocesano attualmente sotto indagine, atteso che sugli sviluppi della stessa nulla sa per il momento. La notizia, giunta nel mese di febbraio all’Amministratore apostolico, consisteva nel disagio di una persona, adulta al momento dei fatti, in particolare per alcuni approcci inadeguati da parte del presbitero nei suoi confronti e forse nei confronti anche di un minorenne. È quindi stata interpellata una delle due persone di contato attive nella Commissione di esperti in caso di abusi sessuali in ambito ecclesiale, con lo scopo di accompagnare il segnalante a condividere i fatti da lui vissuti e aiutarlo a decidere se deporre denuncia.

Dopo un periodo di riflessione la persona ha deciso di denunciare, con pieno consenso e fattiva collaborazione, e immediatamente a inizio aprile il caso è stato portato all’attenzione del Ministero pubblico. È quindi iniziato il lavoro di competenza delle autorità giudiziarie, che ha portato nel mese di agosto al fermo del Presbitero coinvolto. Per non interferire nell’accertamento della verità e rischiare l’inquinamento delle prove, nel periodo intercorso tra la segnalazione e il fermo, non è stata attuata alcun tipo di misura nei confronti del Presbitero".

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