ECONOMIA
Il sindacalista: "Plein, sarebbe bello sentire cosa dicono i dipendenti. Certo, il Coronavirus è una buona scusa per licenziare"
"E per farlo standosene con la coscienza pulita", attacca, giudicando però "immorale" far saltare posti durante la pandemia. "Un'azienda che sta creando disoccupati, non distinguendosi da chi si sposta oltreconfine"

di Benedetto Riccardi*

Però. Complimenti per la trasparenza, meglio tardi che mai. Se certe cose le avesse spiegate prima, mi sarei fatto un'opinione leggermente diversa del suo modo di agire. Ma non tutto è giustificato. Come spiega il furto allo Stato dei crediti offertogli durante la crisi sanitaria, per evitare licenziamenti? Adesso licenzia ancora? Eddai!

Comprendo che nel contesto in cui opera Plein occorre fare scelte a volte indegne e sono lieto che se ne renda conto. So che la vita per chi fa impresa non é facile. Ciò nonostante, non capisco il ragionamento dello stilista per cui, al fine di non pesare sui contribuenti, si scelga di licenziare e non farlo sarebbe "immorale". Signor Plein, lasciare a casa delle persone per non "pesare sui contribuenti", è immorale. E pure ideologico. Non l'opposto. Mandare in disoccupazione o in assistenza non peserebbe sui contribuenti? Non sarebbe immorale? 

Suvvia, sono costi sociali anche quelli, quindi sì, peserebbe eccome, sui contribuenti...

Dimenticando per un attimo le scorse ingrate vicende che hanno coinvolto Plein, non posso dire che non sia esponga, come anche lui stesso dice. Non tutti lo fanno. E ha tenuto la sua attività da un fatturato migliardario in Ticino, mentre altre aziende hanno trattato il nostro Cantone come una zona di transito, lasciandoci con le palle a terra e tanti, tanti disoccupati. Pur non apprezzando i sui, permettetemi, costosissimi capi di abbigliamento e certe sue mosse poco sagge, glie lo riconosco. Ma sui licenziamenti mantengo una linea più sociale e pro-operai, pur senza per questo giudicare chi fa impresa.

La crisi pandemica la sente anche il noto stilista. Ma proprio per questo occcorre fare di tutto per aiutarsi. E il mio non è una predica, espongo fatti. Il Covid ha causato danni economici e sociali importanti. Aiutiamo quindi le imprese in difficoltá.

Mai ai tempi del coronavirus, licenziare sarebbe, per citare Plein all'opposto, immorale. Aiutiamoci, siamo tutti sulla stessa barca.

Gli aiuti della Confederazione gli sono arrivati aiuti finalizzati a evitare licenziamenti. Che sono stati effettuati lo stesso. Certo, il coronavirus è una buona scusa per licenziare e starsene con la coscienza pulita.

Non ci siamo. Capisco che la crisi induca a tagliare posti di lavoro in mancanza di un certezze. Ma la Confederazione ha stanziato crediti milionari per farvi fronte. Ribadisco quanto Plein si stato trasparente questa volta, quanto si sia esposto

Ciò nonostante, non lo è stato ancora abbastanza, cercando ancora una volta di giustificare l'ingiustificabile con affermazioni inaccettabili.

Oltrettutto, vorrei sapere cosa ne pensano i suoi dipendenti. Sarebbe davvero molto interessante. O forse non conviene a qualcuno. E qui ritorno alla questione della trasparenza. 

La P.P. è una delle ditte che non tratta il nostro Catone come una zona di transito, che non finora non ha delocalizzato. Una ditta che vuole stare in Ticino. Bene. Ma di disoccupati ne sta creando. 

Qui non si è saputa distinguere da chi ha deciso di spostare la propria attività oltreconfine, lasciandoci persone senza lavoro. Agisca come una azienda, oltre che prestigiosa, anche virtuosa, senza giocare sporco.

*esponente PPD, sindacalista OCST

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