POLITICA
La delusione dell'UDC, "un risultato atteso, una sconfitta onorevole. Che atteggiamento schizofrenico! Prima si dice che Prima i nostri aveva scopi elettorali, ma poi si elogiano i fini dell'iniziativa"
"Ancora una volta la politica non dà seguito alla volontà popolare", si rammarica il presidente Piero Matrchesi. La nota del partito: "non c'è mai stata una posizione anche minimamente conciliante, e non hanno lesinato termini offensivi. Ma la guerra continua, contro la libera circolazione"
POLITICA

Nessuna sorpresa, tutti restano sulle loro posizioni e affossano la legge di applicazione di Prima i nostri

21 FEBBRAIO 2018
POLITICA

Nessuna sorpresa, tutti restano sulle loro posizioni e affossano la legge di applicazione di Prima i nostri

21 FEBBRAIO 2018
POLITICA

Prima i nostri, sono subito scintille. Pinoja, "deluso dal Consiglio di Stato", Ghisla contro tutti, Farinelli chiede di "non illudere", Durisch attacca l'UDC

21 FEBBRAIO 2018
POLITICA

Prima i nostri, sono subito scintille. Pinoja, "deluso dal Consiglio di Stato", Ghisla contro tutti, Farinelli chiede di "non illudere", Durisch attacca l'UDC

21 FEBBRAIO 2018
BELLINZONA – “Ancora una volta la politica non da seguito alla volontà popolare. Socialisti, PLR, una parte de I verdi e la maggioranza del PPD bocciano la preferenza indigena nel settore privato”, constatava amaramente il presidente dell’UDC Piero Marchesi poco dopo il voto (e quell’ancora è riferito al 9 febbraio).

La delusione c’è, ma in casa democentrista ci si aspettava che la legge di applicazione per Prima i nostri, presentata in forma generica (e viene precisato che dunque il Governo avrebbe dovuto applicarla con un disegno di legge, quindi con la facoltà di modificarla anche in modo importante), venisse bocciata, ovvero che venisse approvato il messaggio di maggioranza.

“Il risultato non è giunto inatteso, anzi, vista l’aria che tirava, il risultato di 32 voti su un totali di 77 (44 contrari all’iniziativa e 2 astensioni) è da ritenersi una sconfitta sempre amara sì, ma onorevole”, si legge in una nota inviata qualche ora dopo il voto, dunque un po’ più a freddo.

“Dal lungo dibattito è emerso, agli occhi di UDC Ticino, che da parte dei sostenitori del rapporto di maggioranza che invitava alla bocciatura – con eccezione di alcuni franchi tiratori, i gruppi PLR, PPD, PS, metà Verdi, con l’appoggio, seppur insignificante ai fini della votazione, di Montagna viva e del Partito comunista - una posizione anche minimamente conciliante nei confronti dell’iniziativa era preclusa, l’importante era soprattutto sottolineare, non lesinando termini anche offensivi, che “Prima i nostri!” non aveva lo scopo che si prefiggeva ufficialmente (tutela del lavoro indigeno), bensì faceva parte di una spregevole strategia della destra in generale e dell’UDC in particolare, volta a illudere il popolo con proposte inattuabili a fini meramente elettorali”, prosegue il partito.

Che poi accusa: “naturalmente, dissimulando il tutto con – quelli sì con evidente scopo elettorale – sperticati quanto ipocriti elogi degli scopi dell’iniziativa (è bizzarra questa schizofrenia che un momento ti fa negare e un  momento dopo condividere ed elogiare questi scopi), gettando tutta la responsabilità sul diritto superiore che, si è affermato con arrogante presunzione, escluderebbe senza possibilità di dubbio qualsiasi applicazione di una legge che, si badi bene, non è ancora stata elaborata”. Una legge che secondo i democentristi sarebbe stata conforme all’articolo 121 a della Costituzione federale, quello votato il 0 febbraio 2014.

“Ha vinto il partito preso e la proposta è stata bocciata. Peccato, si è persa anche un’occasione per dare un segnale a Berna che il Ticino è giunto al limite della sopportazione per ciò che riguarda il mercato del lavoro”, termina il partito, ringraziando “il gruppo parlamentare della Lega che ha coralmente sostenuto il rapporto Filippini, il mezzo gruppo dei Verdi che ha fatto lo stesso – con due interventi particolarmente incisivi e articolati della deputata Tamara Merlo – e i pochi franchi tiratori degli altri partiti che hanno votato controcorrente”.

Non è finita. “Ma persa la battaglia, la guerra continua. UDC Ticino si concentrerà ora sulla raccolta delle firme per l’iniziativa popolare federale per la limitazione cui il Ticino – non abbiamo dubbi – risponderà con un vasto consenso”.

Potrebbe interessarti anche

POLITICA

Dadò attacca, "la politica ticinese non vuol dar voce al popolo. L'UDC per l'ennesima volta ha mancato di rispetto"

POLITICA

Il PPD responsabilizza Lega e UDC. «Commissione subito e maggioranza ai fautori dell'iniziativa»

POLITICA

Voto sulla riforma fisco-sociale, le reazioni del Governo e dei partiti. Soddisfazione da PLR e PPD, accuse dai referendisti: "Campagna disonesta e fraudolenta"

POLITICA

Dadò, «mi auguro che tutti i partiti stiano dalla parte della democrazia e dei ticinesi»

POLITICA

L'UDC contro il PPD. «Campioni di incoerenza, non si rifaranno certo una verginità». E sfida Dadò

POLITICA

Il controprogetto, l'Italia, Berna, l'UE, Siccardi: parla Marchesi. «Ora non prendeteci in giro»

In Vetrina

IN VETRINA

Intrappolati nella rete: la dipendenza da internet e le sue insidie

04 APRILE 2025
IN VETRINA

Cieslakiewicz, l'anno d'oro di BancaStato e il commosso 'Grazie!' a Bernardino Bulla

14 MARZO 2025
IN VETRINA

Innovative, di design e ecosostenibili: ecco le superfici su misura firmate Gehri Rivestimenti

13 MARZO 2025
IN VETRINA

Tennis, attenzione agli infortuni: traumi acuti e da sovraccarico sotto la lente

12 MARZO 2025
IN VETRINA

Alla TIGEL una giornata all'insegna del Gusto. E il "Master Chef" del gelato

05 MARZO 2025
IN VETRINA

Linfedema e lipedema: patologie ancora sottovalutate. “La diagnosi tardiva è la vera barriera da superare”

25 FEBBRAIO 2025