POLITICA
Dall'unione fa la forza a... PLR e PS "alleati di ferro al tavolo di sasso". Dadò, "peccato che quanto si era costruito con Cattaneo sia stato sciupato"
Il presidente del PPD analizza nell'editoriale di Popolo e Liberà i rapporti fra i partiti. "Durante la presidenza di Cattaneo il clima fra i partiti di centro era migliorato e il nostro dialogo col PLR anche. Ma poi in coincidenza col cambio alla testa di liberali e socialisti…"
BELLINZONA – Fiorenzo Dadò è convinto che se i rapporti fra PPD e PLR si sono guastati, c’è un motivo. O meglio, un momento, e dunque delle persone. Da quando alla presidenza c’è Bixio Caprara, a suo dire, è cambiato tutto. E rimpiange il predecessore, Rocco Cattaneo.

Sono i contenuti dell’editoriale che uscirà a giorni su Popolo e Libertà, giornale che toccherà ancora il tema della Città dei Mestieri.

Tornando ai rapporti fra i partiti, Dadò scrive che “durante la presidenza di Rocco Cattaneo il clima tra i partiti di centro era disteso e il confronto tra PPD e PLR era migliorato. Una volta trasferita al museo l’anticaglia ottocentesca, la reciproca collaborazione ai vertici stava contagiando positivamente anche i rapporti tra le persone nei comuni, dalle città fin su in cima alle valli. Le premesse nell’interesse di tutti erano positive”. Insomma, si erano messe da parte le forti rivalità (eufemismo, forse…) per arrivare a un accordo.

Perché l’unione in un certo senso fa la forza. “Le divisioni, l’avidità e l’arroganza non hanno mai portato frutti positivi. Anzi, è l’humus ideale affinché nulla si realizzi e possa migliorare. In ogni famiglia, in tutte le comunità, la forza sta nell’unione, nel valorizzare quel che c’è di buono e nell’affrontare i problemi con spirito collaborativo. In fin dei conti, il successo della Svizzera e del Cantone non può che passare dalla volontà di realizzare tutti assieme qualcosa di bello, del quale ne possano beneficiare tutti i cittadini indistintamente. Questo è ciò che si aspetta la popolazione dalla politica”, spiega infatti, aggiungendo che comunque fra il dire e il fare…

Quando Cattaneo ha lasciato la presidenza e al suo posto è stato eletto Bixio Caprara, che Dadò non nomina mai per nome, ecco i mutamenti. Anche il cambio al vertice del PS, con Igor Righini (nemmeno lui mai citato), ha a suo dire influito. “Poi le cose sono cambiate e anche noi ci siamo chiesti quali fossero i motivi del mutato atteggiamento. Un commentatore neutro ci suggerisce che l’esacerbazione del dibattito pubblico è venuta a crearsi in coincidenza con il cambio alla testa del PLR e dei socialisti, un tempo alleati di ferro al tavolo di sasso. Il ricordo di quei banchetti, durante i quali si faceva e disfava a piacimento, parrebbe aver risvegliato l’appetito”, si legge ancora. Un ritorno al passato, con PLR e PS uniti e PPD escluso, dunque.

“Ognuno può ambire a ciò che desidera. Ma quando c’è di mezzo l’interesse collettivo, le ambizioni di potere non dovrebbero prevalere sul resto. I rapporti tra le persone, il rispetto e la correttezza sono dei valori importanti, prioritari agli interessi dei partiti. Il PPD sui temi essenziali ha fatto la sua parte, anche quando la convenienza avrebbe suggerito altro; primo tra tutti il risanamento delle casse dello Stato. È un peccato che quanto fu costruito con Rocco Cattaneo, e che portò a delle positive collaborazioni tra i deputati, oggi sia stato sciupato”, termina il presidente pipidino.

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