POLITICA
Le sfacettature della violenza sulle donne. "Quante rischiano di essere allontanate? E i transgender?"
Alcuni deputati socialisti chiedono a che punto si è dopo che la Svizzera ha adottato la Convenzione di Instanbul. "Cosa si fa per i bambini che assistono a violenza?"

BELLINZONA – “Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) è una convenzione del Consiglio d'Europa contro la violenza sulle donne e la violenza domestica, approvata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa il 7 aprile 2011 ed aperta alla firma l'11 maggio 2011 a Istanbul (Turchia). Il trattato si propone di prevenire la violenza, favorire la protezione delle vittime ed impedire l'impunità dei colpevoli”: così viene definita la Convenzione di Instanbul, su un tema sempre attuale e scottante come la violenza sulle donne. Un argomento con cui entriamo in contatto, in particolare coi tg della vicina Penisola, ogni giorno.

I deputati socialisti Tatiana Lurati Grassi, Gina La Mantia, Carlo Lepori, Raoul Ghisletta, Daniela Pugno Ghirlanda e Gianrico Corti hanno posto attraverso un’interrogazione alcune domande, sottolineando come “nel mese di maggio del 2017, l’Assemblea federale ha approvato la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la repressione della violenza contro le donne e della violenza domestica del 2011, detta anche la Convenzione d’Istanbul. Di principio, la Svizzera ha aderito alle prescrizioni legali, ad eccezione di alcuni ambiti dove ha posto delle riserve. Tuttavia, durante il dibattito in Consiglio nazionale è stato sottolineato che rimane ancora molto da fare per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica”.

In Ticino, come vanno le cose? I granconsiglieri sollevano anche i temi di donne vittime di violenza magari costrette a lasciare il nostro paese, o della comunità transgender. Purtroppo, scorrendo le domande si vede come la problematica ha mille sfaccettature.

"1. Quali uffici dell’amministrazione cantonale sono responsabili per le questioni della violenza contro le donne e delle vittime di violenza domestica? Dove si trovano, quali sono le loro mansioni e qual è la rispettiva percentuale lavorativa?

2. La convenzione nei suoi dettagli contiene delle misure molto concrete, come ad esempio la messa a disposizione di un numero sufficiente di posti di protezione per le donne vittime di violenza o di violenza domestica, una linea telefonica diretta o dei consultori per i bambini che assistono alla violenza domestica. Il Consiglio di Stato giudica che il nostro Cantone sia in grado di soddisfare queste esigenze? Se sì, come?

3. Sono previste delle misure supplementari? Se sì, quali? Se no, per quale motivo?

4. Gli enti che si occupano delle vittime di violenza, domestica o no (Ufficio per le pari opportunità, Ufficio del Patronato del Canton Ticino, polizia, giustizia, servizi sociali ed altri) sono stati formati per rispondere ai criteri della Convenzione? Se ciò non fosse ancora il caso, è prevista una tale formazione? Idelitti di violenza contro le donne sono statisticamente registrati e documentati?

5. La convenzione prevede che Confederazione e Cantoni agiscano a livello di prevenzione, di protezione delle vittime e di perseguimento penale degli autori; il tutto gestito e coordinato attraverso un approccio globale e integrato, coinvolgendo le organizzazioni attive nel campo già presenti sul territorio. Il Cantone Ticino, come intende mettere in atto l’approccio integrato previsto dalla convenzione? Esiste una figura di coordinamento? Se si, i ruoli sono chiariti? Se no, come intende agire? 

6. Quanti sono i casi di donne vittime di violenza domestica che rischiano di perdere il diritto di soggiorno? A quante di loro è stato rifiutato il permesso di rimanere nel nostro Paese? Quante di loro sono state riconosciute come casi di rigore? Chiediamo di avere un riassunto dei casi registrati negli ultimi cinque anni. 

7. Secondo uno studio di “Transgender Network Switzerland”, le persone transessuali sono più frequentemente vittime di violenze e aggressioni. Esistono delle statistiche di questi casi? Esistono servizi di aiuto specifici per le persone transessuali? Le autorità competenti sono state sensibilizzate su questa tematica?"

 

Potrebbe interessarti anche

CRONACA

Violenza domestica, chiunque e di più. Nella maggior parte dei casi è psicologica

TRIBUNA LIBERA

Predazioni da lupi in Ticino è giunta l’ora di chiedere abbattimenti mirati e di intraprendere azioni concrete?

CRONACA

E se in quarantena c'è violenza? Ecco i numeri a cui rivolgersi

POLITICA

Pronzini, «molestie sessuali al Civico, chiariteci alcune questioni. E chiedo che...»

TRIBUNA LIBERA

Le polveri fini presenti in Ticino che conseguenze hanno sulla salute?

CRONACA

Vergogna!

In Vetrina

IN VETRINA

Intrappolati nella rete: la dipendenza da internet e le sue insidie

04 APRILE 2025
IN VETRINA

Cieslakiewicz, l'anno d'oro di BancaStato e il commosso 'Grazie!' a Bernardino Bulla

14 MARZO 2025
IN VETRINA

Innovative, di design e ecosostenibili: ecco le superfici su misura firmate Gehri Rivestimenti

13 MARZO 2025
IN VETRINA

Tennis, attenzione agli infortuni: traumi acuti e da sovraccarico sotto la lente

12 MARZO 2025
IN VETRINA

Alla TIGEL una giornata all'insegna del Gusto. E il "Master Chef" del gelato

05 MARZO 2025
IN VETRINA

Linfedema e lipedema: patologie ancora sottovalutate. “La diagnosi tardiva è la vera barriera da superare”

25 FEBBRAIO 2025