POLITICA
"Si diceva che si poteva Rabadannare senza problemi". Bruno Storni critica la gestione dell'emergenza Coronavirus in Ticino e in Svizzera
Il Consigliere Nazionale del PS: "In Ticino non siamo scientifici. Si campa alla giornata. Eppure la diffusione del virus è simile a tutti gli altri"

di Bruno Storni*

Da quanto il 23 febbraio domenica di Carnevale si discuteva del focolaio di Codogno (vedi Quotidiano) si diceva che in Ticino la sanità era pronta, che bastava lavarsi le mani e che si poteva Rabandanare fino a martedì grasso senza problemi, a ieri mattina con la lettera dell'EOC (ma non c'è il Cantone nel CdA ?) arriva la notizia dirompente che avremo da curare fino a 250 casi assieme in cure intense (ma abbiamo 50 solo posti ) a smentire in toto quanto si diceva solo ancora pochi giorni fa, si è finalmente dichiarato lo Stato di necessità giustificando adattare le misure seguendo l'evoluzione giornaliera (sic). Ora si chiudono tutte le scuole. rigiustificando che ci si adatta di giorno in giorno. 

Ma che un'epidemia abbia un curva esponenziale non è una scoperta di questo virus. 

Che oggi non abbiano dichiarato lo Stato di necessità in tutto il Paese è incomprensibile, probabilmente dobbiamo aspettare che si arrivi a 2 o 3'000 casi positivi, e tanti altri non rilevati che a loro volta diffonderanno l'epidemia (sic).

Incomprensibile questo modo di fare che sembrerebbe ignorare che le epidemie hanno uno sviluppo che segue un modello matematico conosciuto... da noi poco a poco si arriverà a quelle misure che andavano prese tempo fa. 

Tra l'altro a Patti Chiari stasera hanno mostrato curve dell'evoluzione dei casi in Ticino e in Italia simili ma in scala logaritmica e che danno la percezione di una crescita lenta lineare quando la crescita della pandemia è chiaramente esponenziale, cosa che non dovrebbe sorprendere nessuno ma che da noi sembra una scoperta da premio Nobel e finalmente giustifica il comportamento passivo reattivo che purtroppo constatiamo.

*Consigliere Nazionale PS

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