POLITICA
Lavori studenteschi soppressi, costi che restano gli stessi: il grido di aiuto degli studenti. "Chi è in difficoltà dovrà lasciare gli studi"
Il SISA ha consegnato oggi a Bellinzona le quasi 500 firme raccolte con una petizione online: l'augurio è che nessuno dimentichi questa categoria. "Ai liceali sono state rimborsate le gite, ma non basta"

BELLINZONA – 500 firme raccolte tramite una petizione affinchè le difficoltà degli studenti non siano dimenticate. Il Coronavirus non lascia ovviamente indifferenti nemmeno i ragazzi in età di scuola, non solo per le modalità con cui hanno dovuto vivere gli ultimi mesi di lezioni e gli esami:  come riporta la RTS, il 60% dei “lavoretti” studenteschi sono stati soppressi durante la crisi e nelle università romande sono raddoppiate le richieste di aiuti finanziari da parte di studenti in difficoltà.

La situazione delle studentesse e degli studenti non può che aggravarsi con il tempo, infatti l’interruzione della carriera universitaria e professionale a causa di una condizione finanziaria più fragile, diventa facilmente un fattore di precarizzazione dei giovani ticinesi: la sospensione del percorso accademico può tradursi in un indebolimento dello statuto dei giovani nel mercato del lavoro e portare ad un aumento della disoccupazione e assistenza giovanile (peraltro in aumento tra gli under 25).

Il Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti ha dunque lanciato una petizione che chiedeva al Governo di non dimenticarsi di loro. Qualche effetto, fa sapere, è stato ottenuto, per esempio le gite di maturità sono state rimborsate. Ma non basta.

“Ricordiamo ad esempio che 3 studenti/esse universitari/e su 4 in Svizzera lavorano a fianco degli studi per potersi permettere di proseguire la propria formazione: a causa del lockdown, molti di esse/i – che per di più hanno generalmente dei contratti precari e non possono sempre accedere al lavoro ridotto – hanno visto azzerarsi le proprie entrate. Le spese (affitto, cibo, cassa malati, abbonamenti di telefonia, ecc.) sono però rimaste pressoché le stesse! Oltre a ciò, numerosi dei servizi per cui esse/i pagano (caro) delle rette o degli abbonamenti non sono più stati disponibili: dalle strutture universitarie (biblioteche, aule studio, stampanti, ecc.) fino ai trasporti pubblici”, si leggeva nel testo.

“In maniera simile, anche i liceali sono stati costretti ad annullare le proprie gite di maturità ma non hanno ancora ricevuto alcun rimborso. Viste le difficoltà cui andranno incontro numerose famiglie nei prossimi mesi, occorre intervenire per sostenere finanziariamente chi sta studiando: vi è il serio rischio che coloro che si trovano in maggiori difficoltà siano costrette/i ad interrompere i propri studi!”, era il grido di allarme.

Le firme raccolte sono state quasi 500 e sono state consegnate oggi a Bellinzona. L’augurio del sindacato (e degli studenti) è che basti a mettere la situazione di questa particolare categoria sotto la lente di ingrandimento.

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