POLITICA
"Disdire l'accordo del 1974 è un atto doveroso verso il Ticino e i ticinesi"
La Lega prende posizione dopo il parere giuridico espresso ieri dall'Università di Lucerna: "Nel mentre che nulla, tra Berna e Roma, si muoveva, il Ticino ha continuato a pagare il prezzo inaccettabile di questa Convenzione”

LUGANO – Il parere giuridico reso noto ieri dell’Università di Lucerna rimette al centro del dibattito le trattative con l’Italia per il nuovo accordo fiscale, ferme al palo ormai da tempo, con un accordo parafato nel 2015 ma mai firmato. La Svizzera può disdire la Convenzione del 1964 senza grosse conseguenze, a patto di disdire anche alcuni articoli della convenzione sulla doppia imposizione, che pur essendo di fatto indipendente contiene i medesimi articoli e quindi essi continuerebbero a esplicare i loro effetti.

Come ci si poteva attendere, sul tema qualche forza politica si sta esprimendo. La prima in ordine di tempo è stata la Lega dei Ticinesi, che chiede senza mezzi termini la disdetta dell’accordo, “un passo che abbiamo più riprese chiesto al Consiglio federale di compiere: ma il CF, timoroso e remissivo nei rapporti con i paesi vicini, ha sempre rifiutato. Dopo cinque anni trascorsi in modo completamente infruttuoso –l’incontro degli scorsi mesi tra i ministri degli esteri Cassis e Di Maio non ha portato alcun progresso: si è unicamente trattato dell’ennesimo espediente del Balpaese per continuare a temporeggiare – è ormai evidente che il nuovo accordo sulla fiscalità dei frontalieri parafato nel lontano 2015 non vedrà mai la luce. Tale accordo oltretutto, pur costituendo ovviamente un miglioramento rispetto alla deleteria situazione attuale, non può essere considerato soddisfacente per gli interessi del Ticino”, si legge in una nota.

“Il Consiglio federale, come chiesto in più occasioni della Lega dei Ticinesi, deve ora finalmente decretare il fallimento delle trattative sul “nuovo” accordo fiscale con l’Italia e disdire unilateralmente la Convenzione del 1974”, è la richiesta, convinti che “da oltre un decennio la vetustà della Convenzione del 1974, completamente superata dagli eventi, è un tema politico che vede la Lega dei Ticinesi attiva in prima linea. Nel mentre che nulla, tra Berna e Roma, si muoveva, il Ticino ha continuato a pagare il prezzo inaccettabile di questa Convenzione”.

Ed ora è tempo di agire. “Adesso, davanti alla perizia dell’Università di Lucerna che conferma le posizioni della Lega, il nostro Movimento si aspetta che il CF proceda quanto prima con la disdetta della Convenzione del 1974. La LdT non mancherà di intervenire politicamente in questo senso: la disdetta rappresenta un atto doveroso nei confronti del Ticino e dei Ticinesi”.

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