POLITICA
Non solo Ostinelli, anche Ghisletta insiste sulla vitamina D: "È vero che molte persone a rischio Covid non ne assumono abbastanza?"
Il socialista si rifà a uno studio che afferma che "in Svizzera circa il 60% della popolazione (ca. l’80% degli anziani) è carente di vitamina D durante i mesi invernali", citando i rischi connessi

BELLINZONA - Della vitamina D ha parlato il dottor Ostinelli, discusso medico, che sostiene come ci sia una relazione tra il Coronavirus e l'assunzione della vitamina, la cui carenza può essere compensata da un'alimentazione sana. Del tema, anche se non in relazione al Covid (che torna nelle domande), torna a parlare Raoul Ghisletta, che invia un'interpellanza al Governo.

"In Svizzera, la carenza di vitamina D è molto frequente: dai dati ufficiali risulta che in
Svizzera circa il 60% della popolazione (ca. l’80% degli anziani) è carente di vitamina D
durante i mesi invernali; più a rischio di carenza sono le persone con malattie croniche, gli
obesi, i pazienti oncologici, epilettici, i diabetici, le persone di colore e le donne in
gravidanza (1 su 4). Secondo gli studi citati, le persone carenti di vitamina D hanno un rischio 2-3 volte più alto di mortalità, ma se è presente il diabete, il rischio addirittura quadruplica (4,4 volte). Anche uno studio tedesco ha confermato che il rischio di morire di un’infezione alle vie
respiratorie è circa 2-3 volte più alto se il paziente è carente di vitamina D".

Le sue domande:

"È vero che molte persone del gruppo più a rischio Covid-19, soprattutto di sesso maschile, non assumono la vitamina D e non conoscono le raccomandazioni della Commissione Federale per la Nutrizione (CFN) risalenti al 2012, le quali prevedono l’assunzione di 800 IE al giorno per tutto l’anno alle persone con 60+ anni e consigliano un livello minimo nel sangue di 75 nmol/?
In base ai dati del rapporto sull’alimentazione 2012 in Svizzera, le persone assumono tramite il cibo mediamente solo 80 IE di vitamina D3 al giorno.

Intende far in modo che si consigli alla popolazione, in particolare ai residenti nelle case anziani e agli anziani a domicilio, l’integrazione di vitamina D sulla base delle raccomandazioni formulate dalla Commissione Federale per la Nutrizione del 2012? Secondo gli studi più recenti (13-14), per ridurre il rischio di infezioni delle vie respiratorie, questa somministrazione dovrebbe essere giornaliera (min. 800 IE) o settimanale (min. 5600 IE)"-

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