POLITICA
Per il Ticino, India e la sua famiglia possono restare. Ma deciderà la SEM
Il preavviso del Cantone è favorevole, dato che i due giovani sono perfettamente integrati, hanno trascorso qui buona parte della loro adolescenza, hanno studiato e hanno cercato lavoro e attività non lucrative. Il PPD esulta

BELLINZONA - Una bella notizia per chi si è adoperato a lungo per aiutare India e la sua famiglia a rimanere in Svizzera. Infatti oggi è arrivato il preavviso favorevole da parte del Canton Ticino, annunciato in conferenza stampa da Silvia Gada, Capo della Sezione della Popolazione.

La ragazza ha 19 anni, vive in Ticino col fratello e la madre da quando i giovani erano piccolissimi. L'Etiopia, di cui sono originari, peraltro non sembra essere molto sicura al giorno d'oggi. Tutti motivi per cui dapprima una ex docente di India (che è ancora agli studi, ma che poi, trovandosi in un limbo, probabilmente non avrebbe mai potuto lavorare, come è successo al fratello Nur) poi anche diverse parti politiche si sono adoperate per chiedere di farli rimanere in Svizzera. Di ieri l'interrogazione dei deputati socialisti Anna Biscossa (prima firmataria), Ivo Durisch, Nicola Corti, Danilo Forini, Fabrizio Garbani Nerini, Raoul Ghisletta e Gina La Mantia, che ha spinto il Cantone a parlare pubblicamente del caso, nonostante non si faccia spesso.

Il Ticino dà preavviso favorevole al fatto che la famiglia resti in Svizzera. Il motivo? India e Nur sono ben integrati, hanno passato la maggior parte della loro infanzia e della loro adolescenze qui, parlano la lingua, hanno studiato e si sono sempre impegnati nel cercare lavoro e in attività non lucrative. 

Ma ora deciderà la SEM. Se "la domanda verrà accolta allora verrà rilasciato il permesso B, altrimenti si ripartirebbe il percorso ricorsuale", è stato spiegato.

La vicenda dura ormai da anni, dalla prima richiesta di asilo nel 2012. 

Il PPD si rallegra di quanto deciso dal Cantone. "Il Partito Popolare Democratico (PPD) esprime gioia e completa soddisfazione in merito a tale decisione e ringrazia la docente di India, Dania Tropea, che ha preso a cuore la situazione drammatica della ragazza, alla quale era stata rifiutata la domanda di asilo inoltrata ben dieci anni fa. L’insegnante si era attivata coinvolgendo numerose personalità del Mendrisiotto che in questi anni avevano potuto apprezzare India e la sua famiglia e, tramite un appello indirizzato al Consigliere di Stato Raffaele De Rosa, al Vescovo Monsignor Lazzeri e al Consigliere federale Ignazio Cassis, ha portato il caso all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica. Questa mobilitazione si è tradotta in alcune iniziative parlamentari, tra le quali una risoluzione urgente inoltrata dal vicepresidente PPD Giorgio Fonio e dalle deputate Sabrina Gendotti (PPD), Maddalena Ermotti-Lepori (PPD) e Maristella
Polli (PLR), a sostegno della concessione del permesso di dimora per caso di rigore. Ora sarà la SEM a decidere il da farsi, tuttavia la scelta di oggi del Consiglio di Stato permette di ridare
speranza a questa famiglia. Senza l’interesse e l’affetto dimostrato alla ragazza e ai suoi famigliari da parte della comunità che li ha accolti e in cui hanno vissuto fino ad oggi, sarebbero già costretti a rientrare nella patria dalla quale erano fuggiti ormai 10 anni fa", si legge nella nota. 

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