POLITICA
Sì al “decreto Morisoli”, la soddisfazione della Lega dei Ticinesi: “Basta allo ‘spendi e tassa’”
Il Movimento di via Monte Boglia si compiace della risposta favorevole della popolazione alla proposta di risanamento dei conti cantonali: “Le tasche dei contribuenti non sono un self-service”
TiPress/Samuel Golay

LUGANO - La Lega dei Ticinesi accoglie con soddisfazione la decisione del popolo favorevole al cosiddetto “decreto Morisoli” per il risanamento dei conti cantonali, che si prefigge l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2025, con un contenimento delle spese e senza alzare le imposte.

“Si tratta di una decisione di principio. I cittadini richiamano gli organi politici ai loro compiti: il controllo della spesa pubblica non può essere trascurato ed occorre uscire dalla perniciosa logica dello ‘spendi e tassa’” - si legge nel comunicato stampa diramato nel pomeriggio.

E ancora: “Le tasche dei contribuenti non sono un self service: i cittadini non accetteranno ulteriori aggravi fiscali in tempo di crisi - prosegue la nota - La spesa pubblica è fuori controllo: è dunque sul fronte delle uscite che occorre intervenire per pareggiare i conti dello Stato, non certo su quello delle entrate. Il Ticino non ha in effetti un problema di gettito fiscale, che è anzi costantemente aumentato. Il problema risiede dal lato della spesa. Non è accettabile che, in una realtà di 350mila abitanti, il totale del gettito delle persone fisiche non basti a coprire i costi del personale cantonale”.

“Con il voto del 15 maggio i cittadini ticinesi hanno inoltre bocciato senza appello le velleità tassaiole della sinistra - afferma la Lega - che oltretutto andrebbero a colpire i contribuenti quando il loro potere d’acquisto si assottiglia sempre più per i motivi tristemente noti: pandemia, guerra in Ucraina ed effetto boomerang delle sanzioni, aumenti di cassa malati. Il PS ha presentato alcuni mesi orsono un sedicente “piano di rilancio” che prevede di fare esplodere la spesa pubblica per ben 220 milioni di franchi all’anno, da finanziare per intero tramite aggravi fiscali. Propositi di questo tipo, come pure un risanamento dei conti pubblici sulle spalle dei contribuenti mentre le uscite continuano ad esplodere e la burocrazia a gonfiarsi, sono dunque stati respinti dalle urne. La politica cantonale sarà finalmente obbligata a prenderne atto ed a comportarsi di conseguenza”.

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