POLITICA
Capitali in fuga... Maderni e Speziali: il Ticino non è un Cantone per ricchi...
Il presidente del PLR e la sua collega interrogano il Governo sulla diminuzione del numero di globalisti e di grandi contribuenti

BELLINZONA – Diminuisce il numero dei globalisti in Ticino, vale a dire degli stranieri benestanti che, senza svolgere un’attività lucrativa, sono imposti fiscalmente in base al loro ‘dispendio’. Il Dipartimento delle finanze ha pubblicato i dati nei giorni scorsi e, alla luce di quei dati, il presidente del PLR Alessandro Speziali e la sua collega in Parlamento Cristina Maderni chiedono al Governo cosa intende fare per invertire la tendenza evitando perdite di entrate fiscali.

“Va premesso – scrivono - che, a seguito delle modifiche legislative decise a livello federale ed entrate in vigore nel 2016, si è determinato un aumento del dispendio minimo a livello federale quale base imponibile ed è stata inoltre introdotta un’imposizione della sostanza a livello cantonale e comunale, secondo dei parametri individualmente decisi dai vari cantoni della Svizzera (...). Gli addetti ai lavori segnalano da tempo il trasferimento all’estero o in altri cantoni non solo dei globalisti, ma anche e soprattutto di grandi contribuenti sottoposti a tassazione ordinaria, scoraggiati dagli elevati livelli dell’aliquota massima sia sui redditi che sulla sostanza, che sono tra i più alti della Svizzera.

Questo determina una perdita di entrate fiscali, di indotto per tutta l’economia cantonale ed anche, nei casi di trasferimento all’estero, di premi AVS. Parliamo infatti di persone con disponibilità finanziarie assai rilevanti, la cui permanenza sul territorio è capace di portare beneficio all’intero sistema economico. Il direttore delle contribuzioni ha dichiarato che in questi anni si è comunque verificato un importante arrivo di nuovi globalisti nel cantone.

Dati alla mano, nel 2020 potevamo contare su 896 globalisti, nel 2022 su 767, con una diminuzione di ben 129 unità. Sembrerebbe dunque che il numero sia notevolmente diminuito. Una sensazione che è, peraltro, confermata dagli addetti ai lavori. Vero è che il gettito complessivo è aumentato da 157.8 a 183.5 milioni. L’aumento più importante va, però, ricercato a livello di imposta federale, in quanto il dispendio minimo è stato aumentato a 400'000 franchi.

Le imposte cantonali dal 2020 al 2022 sono aumentate di 9 milioni, e quelle comunali di 7.2 milioni. Esiste dunque un aumento malgrado l’importante diminuzione di unità, aumento che potrebbe in primo luogo essere da ricondurre all’introduzione dell’imposta sulla sostanza. La diminuzione di 129 unità, al netto di arrivi e trasformazioni di tassazione da globale a ordinaria, indica una tendenza a lasciare il Ticino verso altri Cantoni o verso l’estero”.

Seguono le domande al Consiglio di Stato:

Premesso che un motivo per le partenze in altri cantoni è senz’altro da individuare nell’aliquota massima su reddito e sostanza, che è tra le più alte della Svizzera, intende il Consiglio di Stato intervenire a breve su questo punto già più volte e da più parti sollevato?

È confermata la tendenza, al netto di coloro che hanno trasformato la loro tassazione da globale a ordinaria, alla partenza di grossi contribuenti indifferentemente dal regime di tassazione al quale sono soggetti?

Qual è la posizione del Consiglio di Stato sulle conseguenze di queste partenze?

Non ritiene che questi contribuenti siano importanti per tutta l’economia cantonale in quanto generano indotto, in aggiunta al loro importante contributo al gettito fiscale e all’AVS?

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