POLITICA
Il Mattino sull'occupazione: "Si sgomberi, le ex Scuole non diventino un Macello 2"
Il settimanale leghista punta il dito sul Consiglio Comunale, che non ha approvato il messaggio municipale per la realizzazione delle nuove scuole di Viganello e con chi non ha preso misure sapendo che l'edificio era a rischio occupazione

LUGANO - Seconda notte di occupazione da parte dei molinari dello stabile delle ex Scuole di Viganello. Ieri si è tenuta una assemblea e ci sono stati dei tentativi di mediazione con il Municipio, nella persona di Karin Valenzano Rossi, e col Cantone, dove Marina Carobbio sarebbe disposta a assumere il ruolo che un ventennio fa fu del collega di partito Pietro Martinelli.

Oggi anche il Mattino ha detto la sua sul tema, portando la voce della Lega. E sul da farsi non ci sono dubbi: "é chiaro che lo stabile andrà sgomberato. Che nessuno si sogni di trasformare le ex scuole nel Macello ". Insomma, nulla di permanente e sgombero immediato, come chiedeva anche l'UDC, perchè "non c’è alcun motivo perché i molinari dovrebbero avere più diritti di tutti gli altri cittadini che, se vogliono usufruire di uno spazio, lo devono chiedere e pagare!"

Poi la Lega va a monte di quanto sta accadendo al momento. "Per questa nuova occupazione e tutto quel che ne seguirà, gli abitanti di Viganello possono ringraziare il Consiglio comunale di Lugano, ed in particolare la sua Commissione della gestione, la quale ha impiegato anni di tempo e paturnie a non finire per approvare il Messaggio municipale per la realizzazione delle nuove scuole di Viganello. Se il parlatoio cittadino avesse fatto i compiti in tempi decenti, il vecchio stabile fatiscente sarebbe già stato demolito, e al suo posto oggi ci sarebbe il cantiere delle nuove scuole".

Inoltre, "visto che si sapeva benissimo, e da anni, che l’edificio vuoto era a rischio di occupazione, perché non sono stati sigillati gli accessi e non è stata chiusa l’acqua? Chi ha dormito? L’inazione è tanto più grave se si pensa che nelle scorse settimane l’edificio era già stato occupato “in prova”.

"Che la si pianti con la storiella degli “spazi per la cultura alternativa”. Ma qualcuno ancora crede a questa balla? Per la cultura alternativa le soluzioni si trovano; ma non è questo che interessa agli autogestiti", termina il breve articolo.

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