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La Corte di Melbourne: "Djokovic può lasciare l'hotel per immigrati"
Il numero uno del tennis mondiale ha segnato un punto a suo favore e ha vinto il primo set nella battaglia legale contro il governo australiano

MELBOURNE - Novak Djokovic ha segnato un punto a suo favore e ha vinto il primo set nella battaglia legale contro il governo australiano. Secondo il tribunale il numero uno del tennis mondiale potrà rimanere in Australia e giocare l’Australian Open, perché l’annullamento del suo visto è stato ritenuto irragionevole.

 

La Corte federale di Melbourne si è pronunciata sul ricorso dei legali del tennista contro la cancellazione del visto. Un visto che secondo l’avvocato Nicholas Woods, alla testa della squadra di legali di Djokovic, “le autorità australiane hanno cancellato senza alcuna fondata evidenza”. E anche il giudice, Anthony Kelly, ha chiesto “cosa Djokovic avrebbe potuto fare di più per ottenere il visto”, considerando che le autorità australiane concedono un’esenzione temporanea dal vaccino a chi è stato infettato dal coronavirus negli ultimi 6 mesi.

 

Il giudice ha preso atto che Djokovic ha presentato in aeroporto la documentazione medica, con l’esenzione certificata da Tennis Australia, che organizza il torneo in programma dal 17 gennaio, e da due pareri medici. Kelly ha dunque ordinato che il tennista sia rilasciato dall’hotel adibito a centro per l’immigrazione, dove ha trascorso quattro notti dopo la revoca del visto al suo arrivo.

 

Già prima di partire, Novak Djokovic aveva dichiarato alle autorità australiane le motivazioni mediche della sua mancata vaccinazione, ossia che aveva già contratto il Covid. Lo hanno sottolineato gli avvocati del tennista in apertura dell’udienza alla Corte federale. Il campione serbo vuole assolutamente rimanere e giocare l’Australian Open inseguendo il suo ventinesimo Grande Slam. Il governo di Canberra, invece, ribadisce il diritto di respingere il campione: l’ingresso nel Paese è consentito solo a chi è vaccinato contro il Covid o a chi esibisce valide ragioni mediche per non farlo. Ma, come detto, per ora Djokovic segna un punto a suo favore: il giudice ha sospeso la sua espulsione dall’Australia almeno fino a sera.

 

Secondo il suo avvocato, Djokovic ha rispettato tutti i requisiti di legge, in quanto le linee guida del Gruppo australiano di consulenza tecnica sull’immunizzazione prevedono la possibilità di rinviare la vaccinazione contro la Covid-19 di sei mesi per le persone che abbiano ricevuto una diagnosi di positività al Sars-Cov-2 tramite test Pcr.

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