TRIBUNA LIBERA
Dadò: "Non illudiamoci e prepariamoci a un'estate strana e faticosa"
Il presidente del PPD: "Vorrei dirvi che tutto sta per terminare. Ma non è così. La storia ci insegna che..."

*Di Fiorenzo Dadò

Anche solo come semplici battute scambiate durante una telefonata, si sentono arrivare le ipotesi di un allentamento progressivo della presa. Speriamo siano solo ipotesi buttate là perché sarebbe un grave errore. Dobbiamo invece pensare che durerà. Durerà ancora a lungo.

Vorrei dirvi che tutto sta per terminare, che questi giorni cupi stanno per lasciare posto alla luce, ma prepariamoci, amici, perché non è così e dovremo stringere i denti per affrontare un’estate strana e faticosa. Perché non illudiamoci. Potremo riprendere relativamente presto a lavorare e anche a circolare con le dovute precauzioni ma dovremo forse salutare, come è stato per le Olimpiadi e i campionati di calcio, gli eventi di massa che ci danno piacevolezza e offrono lavoro, come i teatri, Moon and Stars, i festival del Blues e del Jazz nelle piazze, ma anche il Festival Internazionale del Film di Locarno.

Dobbiamo essere consapevoli che quell’agognata libertà che tanto desideriamo potrebbe ridare vigore a quell’invisibile virus che circola in mezzo a noi, del quale non conosciamo pressoché niente. La storia ci ha insegnato che il momento critico delle epidemie è quello in cui il numero dei morti inizia a diminuire. Preoccupa perciò (e molto) che c’è già chi pensa sia quasi giunta l’ora di riprendere la via della normalità.

In centinaia di anni, ogni volta abbiamo fatto lo stesso errore. Lo hanno fatto i nostri avi e rischiamo seriamente di farlo anche noi. Appena si allenta la prima fase del contagio, ecco che ne arriva una seconda, magari peggiore della precedente. Queste restrizioni e quelle ancora più drastiche che dovrebbero essere imposte in vista delle vacanze pasquali, non piacciono e fanno male.

Ma se interrompessimo le misure e l’isolamento al momento sbagliato, avremmo accontentato la nostra comprensibile voglia di libertà, ma avremmo lottato per nulla e vanificato gli sforzi fatti. È proprio quando inizieremo a contare la diminuzione dei decessi e dei contagi che da sotto la brace emergeranno e inizieranno a farsi sentire forti le pressioni per riaprire i cancelli e allentare le catene.

Lo chiederanno quasi tutti, perché stufi, esausti e alcuni persino depressi. C'è da sperare che a quel momento chi comanda riuscirà a mantenere saldo il timone nella direzione presa, a non fare gli stessi errori che abbiamo fatto nella storia e a dimostrare di essere all’altezza della non facile situazione.

Se facciamo ciò che va fatto tutti assieme e senza fretta, non dobbiamo temere. Esattamente come questa mattina una fragile primola rispuntava con forza dalla neve appena caduta, anche noi riprenderemo rigogliosi la nostra vita.

Tutti assieme ne usciremo!

*Presidente PPD

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