TRIBUNA LIBERA
Piezzi: "Il DECS non permette la divulgazione di opinioni critiche sul tema livelli"
Il deputato liberale ha chiesto tutte le prese di posizione emerse durante la consultazione, ma si è sentito dire che potrà visionarle solo recandosi presso gli uffici del Dipartimento stesso. "Non c'è trasparenza"
TiPress/Gabriele Putzu

di Aron Piezzi*

Per il progetto di superamento dei corsi A e B alla Scuola media sono state inoltrate al DECS 109 prese di posizione, 25 espresse da individui e il restante inviate a nome di gruppi. Quale deputato e membro della Commissione Formazione e Cultura, ho ritenuto importante, lunedì 17 gennaio, richiedere ufficialmente al DECS tutte le prese di posizione, affinché potessi prepararmi al meglio al dibattito parlamentare di settimana prossima.

Il Rapporto sulla consultazione del DECS, infatti ed ovviamente, comprende solo alcune citazioni estrapolate da alcune prese di posizione. Naturalmente la mia richiesta non era finalizzata unicamente al sottoscritto, ma a tutti i deputati interessati ad approfondire compiutamente la tematica (ostica e dibattuta). 

È stata sorprendente, stamattina giovedì 20 gennaio, la risposta del Governo (dopo, invero, due mie sollecitazioni al DECS): gli interessati (come se fosse documentazione con informazioni
sensibili o sentenze secretate) dovranno recarsi presso gli uffici del DECS (da oggi pomeriggio) per la consultazione dei documenti. Come se ogni deputato (di milizia) interessato possa recarsi a Bellinzona così in tempi stretti. Io, inoltre, sono impossibilizzato ad approfittarne in quanto in quarantena. Nell’era della digitalizzazione era doveroso e serio trovare un’altra soluzione.

È, questa, trasparenza e opportunità di poter conoscere, legittimamente, tutte le posizioni? No. Ma una stranezza tira l’altra, sempre legata ad un’informazione parziale (per i deputati, ma pure per la cittadinanza). Sui media leggiamo comunicati da parte di assemblee genitori, sindacati, gruppi professionali in merito alla consultazione, tutti sostanzialmente a favore della proposta del DECS. Dal mondo della scuola, invece, il nulla (a parte, se non sbaglio, una presa di posizione degli esperti di matematica una dozzina di giorni fa, che invece era contraria a quanto previsto). Nessuna informazione da parte dei vari collegi docenti della Scuola media o di gruppi legati alla scuola di altri ordini. E ciò, parrebbe, a seguito della mancata autorizzazione del DECS di divulgare le proprie prese di posizione, alcune delle quali critiche nei confronti delle idee del Dipartimento.

Insomma: a coloro che vivono giornalmente la scuola non è permesso far sentire la propria voce (al di là della consultazione) e promuovere legittimamente le proprie opinioni e le proprie criticità. 

Anche qui: è, questa, trasparenza e opportunità di poter conoscere tutte le posizioni tutte le posizioni, anche quelle magari scomode e non allineate al DECS? No.

Non solo io sento un certo fermento e scontento da una parte di docenti ed operatori scolastici di vario genere nei confronti di questo modo di agire. Da un lato, c’è chi si interroga sulla repentina analisi delle prese di posizione, che, per alcuni, non tiene sufficientemente conto delle criticità espresse dal mondo della scuola; dall’altro, non è positivo il bavaglio assegnato ai plenum dei docenti e ad altri gruppi legati alla scuola, impossibilitati di esprimere, civilmente e con dignità, la propria posizione, a volte non in sintonia con quanto deciso dal DECS. Senza considerare, come detto all’inizio, la difficoltà (che fa rima con “quasi impossibilità”) di poter visionare tutte le prese di posizione da parte di chi dovrà decidere, con scienza e coscienza e non solo con informazioni parziali, in Parlamento.

*granconsigliere PLR

 

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