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"RSI, rivoluzionando Rete Due rischi di non adempiere al servizio pubblico. E la programmazione musicale è deficitaria"
Il Consiglio del pubblico (CP) della CORSI ha parlato del possibile scenario per la seconda rete radiofonica: "Esprimiamo una certa perplessità e anche preoccupazione, soprattutto per alcuni punti critici"
TiPress/Samuel Golay

COMANO - Il Consiglio del pubblico (CP) della CORSI ha discusso in merito al progetto di rivoluzione di Rete Due e esprime la sua preoccupazione. Teme che innovando come desidera la seconda rete radiofonica la RSI possa non adempiere al suo mandato pubblico, che rischi di escludere dalla fruizione dei contenuti alcune categorie e non da ultimo critica la qualità delle scelte musicali di tutte le stazioni radiofoniche RSI.

"Il CP esprime una certa perplessità e anche preoccupazione rispetto al citato progetto, soprattutto per alcuni punti critici", si legge in una nota.

"La prima criticità riguarda la probabilità che il progetto Lyra, così come inteso, possa non
adempiere pienamente il mandato pubblico dei programmi radiofonici espresso all’Art. 16 cpv
3 della concessione SSR che recita: “Grazie alla qualità professionale della moderazione e
alla scelta musicale, che non è basata principalmente sugli indici d’ascolto, i programmi
radiofonici della SSR si distinguono dalle offerte delle emittenti commerciali”. In particolare la
prospettata nuova ridefinizione dell’offerta culturale, con l’importante diminuzione del parlato
della Rete Due, ne è un esempio", spiega.

Non solo: "Un’altra preoccupazione di una possibile inosservanza del servizio pubblico nasce dal fatto che molti contenuti non potranno trovare una collocazione sugli altri vettori della RSI (lineari o digitali che siano)".

"Il secondo punto critico è relativo all’incertezza e alla possibilità che la fruizione lineare passi in
secondo piano in seguito alla totale reimpostazione del modo di sfruttare l’accesso ai contenuti
culturali", prosegue, e seppur "consapevole della necessità di innovare, e di conseguenza,
di riscrivere le modalità di fruizione dell’offerta per raggiungere anche nuovi pubblici", teme "una possibile esclusione di altri radioascoltatori: si pensi per esempio ai non nativi digitali".

Infine il Consiglio del Pubblico della CORSI si esprime con toni poco soddisfatti sull'offerta musicale di tutte e tre le reti, "in particolare di come potrà essere trattata in futuro
“la buona musica” prodotta oggi e che merita di trovare spazio non solo nel cosiddetto
“intrattenimento”. Allo stato attuale sia Rete Uno sia Rete Tre su questo fronte hanno grandi
margini di miglioramento: la loro attuale programmazione musicale risulta deficitaria rispetto a
questo specifico profilo. Il CP crede che si debba fare di più per promuovere la conoscenza di
quanto di valido viene prodotto oggi nel campo musicale".

"Un’ultima osservazione: la necessaria differenziazione fra cronaca culturale (informazione) e
approfondimento (analisi critica); entrambi necessitano di tempi, di risorse e capacità molto
differenti. In particolare l’approfondimento culturale va considerato come una sorta di
investimento formativo da parte del servizio pubblico in favore di un continuo e variegato
sviluppo culturale delle cittadine e dei cittadini di questo paese", termina il comunicato. 

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