OLTRE L'ECONOMIA
Martinetti: "Gli imprenditori non sono più visti come una volta. Industria 4.0? Piccoli passi..."
Il presidente della Camera di Commercio parla della quarta rivoluzione industriale. "Tutti dicono di essere pronti a accettarla, per me sfruttiamo una piccola percentuale delle possibilità della digitalizzazione"

BELLINZONA - Nella quarta ed ultima puntata delle interviste al Presidente Cc-Ti Glauco Martinetti, condotte da Caritas Ticino, si parla dell’importanza di cosa significa essere imprenditori oggi e della digitalizzazione nelle aziende. Giunti alla quarta puntata del ciclo di interviste effettuate da Caritas Ticino, alle quali ha partecipato il Presidente Cc-Ti, Glauco Martinetti, insieme a Giovanni Scolari del sindacato OCST, si parla di cosa significhi fare impresa oggi.

È stato posto l’accento sulla figura dell’imprenditore agli occhi della società e di come questa figura spesso sia percepita in modo distorto. Occorre lavorare per meglio far conoscere il mondo imprenditoriale alla società.

Un altro punto del quale si è discusso è la digitalizzazione nelle imprese: Martinetti ha rilevato come occorra meglio sfruttare il potenziale ancora inesplorato dei vantaggi che essa porta con sé.

“L’aria che si respira non è favorevole, gli imprenditori non hanno più la stessa considerazione agli occhi della società come ai tempi. Prima erano molto riconosciuti e ringraziati, oggi si leggono titoloni di sfruttatori, di deturpatori del paesaggio, che fanno male”, esordisce Martinetti parlando degli imprenditori.

“L’industria 4.0 deve integrarsi nella società”, ha proseguito il sindacalista Scolari, pensando alla nuova frontiera dell’industria. “Ci sono problematiche per aziende e lavoratori, serviranno sempre più persone qualificate capaci di interloquire con i nuovi strumenti, con le macchine, per un prodotto migliore e un tempo minore”.

“Tutti dicono di essere pronti a accettare la quarta rivoluzione industriale”, asserisce Martinetti. “In certi settori vedo ancora la differenza tra la digitalizzazione arrivata nel privato e l’aziendale: in quest’ultimo campo si usano strumenti datati, c’è ancora molto da fare. Mi sembra che facciamo degli avanzamenti a piccoli passi, sfruttiamo pochi punti percentuali di quanto ci può dare la digitalizzazione”.

Per Scolari il Ticino è diventato da un cantone legato al primario a uno vicino al terziario, in vari settori. “Dovremo identificarci meglio, come sindacato, nei bisogni di lavoratori e lavoratrici”.

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