OLTRE L'ECONOMIA
Martinetti: "Il Ticino si è sviluppato meglio di altre realtà svizzere. Gli imprenditori potrebbero..."
Il presidente della Camera di Commercio e il sindacalista OCST Scolari parlano del mercato del lavoro. Togliere 10mila frontalieri? Ecco cosa rispondono

BELLINZONA . La Camera di Commercio proporrà con cadenza periodica un ciclo di interviste mirate su temi di stretta attualità per l’economia e la società in cui viviamo, realizzate da Caritas Ticino, alle quali ha partecipato il Presidente Cc-Ti, Glauco Martinetti, insieme a Giovanni Scolari del sindacato OCST. Il tema della prima puntata è stato la situazione odierna dell’economia e del mercato del lavoro. Il discorso si è poi ampliato all’imprenditorialità e all’etica nel mondo professionale.

Questo progetto rappresenta una bella testimonianza di come economia, sindacati e altri partner (Caritas, nello specifico) intrattengano un dialogo costruttivo per una visione del territorio condivisa e fattiva, volta ad un benessere generalizzato.

Qual è la situazione del mercato del lavoro ticinese oggi? Martinetti parla dello studio di BAK Economics, “è emerso un quadro estremamente positivo. Ci sono delle sfide, in questi anni il mercato del lavoro si è sviluppato molto bene, meglio di altre realtà svizzere. Anche i dati macroeconomici ci dicono che stiamo andando bene, seppur ci sono dei problemi”. 

È convinto che l’imprenditoria sia sana. “Chi vuol fare il furbetto sfruttando il sistema svizzero non entra in un’associazione di categoria e sfugge al controllo della Cc, a cui l’adesione è volontaria. “Chi vuole eludere le leggi non entra, c’è chi vuole farlo ma ci sono gli organi preposti per occuparsene”.

Scolari ha sottolineato l’importanza del ruolo delle agenzie interinali, della flessione dei frontalieri e dei disoccupati, oltre che di chi percepisce aiuti sociali. 

“Avremo persone che per dei motivi non riusciranno a tenere il passo, per fortuna viviamo in uno stato di diritto con ammortizzatori sociali”, ha proseguito Martinetti. “I due target difficili da immettere nel lavoro sono gli over 50 e i giovani che iniziano. Il cambiamento della società e della famiglia è responsabile in ciò almeno quanto le aziende”. 

Per quanto concerne gli over 50, costano di più ma portano valore aggiunto. Non va persa però a suo avviso la voglia di imparare e formarsi.

Per Scolari anche togliendo 10mila frontalieri non si collocherebbero subito i disoccupati, in particolare cita il settore socio-assistenziario o dell’industria.

Glauco Martinetti sostiene che “10mila è un dato troppo alto, non troveremmo la manodopera, non solo qualificata, necessaria tra i residenti. Anche le aziende, però, devono offrire più posti di apprendistato nelle professioni manuali, soprattutto nel Sottoceneri ve ne sono pochi”.

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