CRONACA
AIM, vince il no. "Serve una soluzione per non aumentare il moltiplicatore e non perdere posti di lavoro". MPS esulta
Il 56,5% della popolazione di Mendrisio (anche se alle urne sono andati meno del 50% degli aventi diritto) ha deciso di non trasformare le Aziende Industriali in una SA: le reazioni
MENDRISIO - Era una giornata importante per Mendrisio: la popolazione doveva decidere se fare in modo che le Aziende Industriali di Mendrisio (AIM) dovessero o meno divenire una SA, seppur controllata dal Comune. Il Municipio spingeva in corpore spingeva per il sì, a prevalere alle urne è stato invece il no.I contrari hanno ottenuto una percentuale del 56,5%, mentre i favorevoli 43,5%.Si è recata alle urne meno della metà della popolazione di Mendrisio, ovvero il 43,9%, la maggior parte per corrispondenza. Grande delusione, come prevedibile, per il Comitato interpartitico a favore della trasformazione. "I cittadini hanno scelto di mantenere lo status quo. Le conseguenze operative e finanziarie erano chiare sia per le AIM sia per il Comune. L'azienda avrebbe potuto diventare più competitiva nel complesso mercato dell'energia, si perderanno opportunità. Le AIM continueranno a dover agire con i tempi lunghi della politica e non potranno garantire un importante introito finanziario al Comune. Le conseguenze per le finanze della Città sono purtroppo evidenti e preoccupanti. Il Comitato interpartitico auspica che il Municipio trovi una soluzione concreta per non procedere con l'aumento del moltiplicatore d'imposta e per non perdere importanti posti di lavoro. Si attendono proposte concrete da parte dei referendisti alfine di poter garantire l'operatività ed evitare scelte finanziarie dolorose per la Città".La minoranza, si può dire, ha vinto, dato che per il sì c'era tutto il Municipio. Lo ha sottolineato l'MPS, che festeggia la vittoria in "un distretto nel quale da mesi ormai la popolazione guarda con sempre maggiore sconforto e diffidenza all'agire di un'altra ex azienda pubblica, La Posta, che sta tentando di imporre una sciagurata politica di chiusura di uffici postali. Questo risultato non è che un'ulteriore conferma della ormai diffusa insofferenza della popolazione verso politiche che rimettono in discussione la logica del servizio pubblico, con la pretesa necessità di adeguarsi ai meccanismi del mercato e alle loro logiche perverse".
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