CRONACA
"Gli italiani sono razzisti con noi", Napoli chiederà all'ONU un referendum per l'indipendenza. Con un governo senza partiti, la pensione dai 40 anni e sei ore di lavoro al giorno
Un Comitato deve raccogliere 200mila firme da presentare a Ginevra, che dovrà decidere in sei mesi se far andare il popolo alle urne con un referendum. "La pacifica convivenza con lo Stato italiano non è possibile", motivano. "Per il resto dell'Italia, sarà solo un favore"
CRONACA

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NAPOLI – Il vento dell’indipendenza continua a soffiare forte sull’Italia. Dopo i referendum in Lombardia e Veneto, e la raccolta firme in atto nelle provincie di VCO e Novara, che vorrebbero staccarsi dal Piemonte per annettersi alla Lombardia (ma non si disdegnerebbero, forse, sotto sotto l’idea di diventare svizzeri…), ora ci prova Napoli.

La città partenopea intende chiedere all’Alto Commissariamento dell’ONU, addirittura, di staccarsi dalla Penisola. A chiederlo un comitato chiamato Napoli Indipendente e Sovrana e i motivi sono legati all’’impossibilità  una pacifica convivenza, se ancora appartenenti allo Stato Italiano, dato che spesso e volentieri i napoletani vengono fatti oggetto di razzismo. “Agli occhi degli italiani dovrebbe essere semplicissimo perché, almeno sulla carta, hanno sempre qualcosa da ridere sulla nostra città, quindi se riusciremo a staccarci e a renderci indipendenti sarà solo un grande favore che potremo fargli. Per i napoletani è invece un’opportunità di riscatto, dopo decenni di mortificazioni. Il popolo partenopeo può cadere anche cento volte ma sarà sempre pronto a rialzarsi. Adesso posso dire che i nostri cittadini sono pronti per un passo del genere. In tanti mi stanno già telefonando e vogliono firmare per l’indipendenza”, spiega uno dei membri del Comitato al sito vocedinapoli.it

Servono le firme del 10% degli aventi diritto di voto, dunque 200mila persone. L’idea è di consegnare la domanda entro gennaio. “Entro sei mesi può dare o meno il via libera per il referendum sull’indipendenza. L’Onu garantisce la pace tra i popoli e se viene dimostrato, con le 200mila firme e i documenti allegati, che il popolo napoletano non sta bene con quello italiano, le Nazioni Unite devono intervenire per evitare qualsiasi tipo di problema”.

Utopistico? Forse, ma sicuramente pensato con attenzione, perché si sa già anche che tipo di governo si vorrebbe: “Un presidente, sei saggi (tra cui il saggio Super Visore) e due rappresentanti per ogni città della Repubblica di Napoli, non ci saranno partiti politici ma si voteranno solo ed esclusivamente le persone. Davvero rivoluzionario e quasi irrealizzabile, ma le idee chiare ci sono anche in merito ad altre leggi, come la settimana lavorativa di cinque giorni e la giornata di sei ore, la pensione possibile a 40 anni, con 60 giorni di ferie l’anno, una tassazione da portare al 10% in 24 mesi. C’è la certezza anche che Napoli possa reggersi economicamente da sola.

“Napoli non tutti la possono capire, non tutti la possono vivere, non tutti la possono avere in dono, non tutti la meritano. Napoli è di chi la ama, Napoli è un mondo a parte, Napule è!”, scrivono i membri del Comitato.

La sfida impossibile è partita.

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