“Si tratta di accendere i riflettori (e di tenerli costantemente accesi!) sulla festa del carnevale, in quanto tale. Avvicinare e preparare i bambini e i ragazzi, con l’aiuto delle scuole, fin dalla più tenera età, ai momenti di comunità. Lavori in classe, partecipazione al corteo, gruppi, carri, comparse, costumi. Partendo da molto lontano, lavorandoci sopra già nei mesi che precedono il carnevale. Così, si mostra, coi fatti, che la festa è un avvenimento ricorrente, qualcosa che cresce nel tempo. Come già facevano i nostri nonni e genitori. Grandi e piccini sono coinvolti. Momenti sociali. Nelle visite alle scuole e alle cose di riposo. Una storia che va avanti da generazione in generazione. È come quando, in vista del Natale, si studiano gli addobbi. È il senso di allestire un bel costume, a tema. Pensando alla satira e all’ umorismo costruttivo, che rappresentano i cardini della festa. Tutti questi contenuti esaltano la celebrazione dell’evento. Lo ancorano alla realtà e fanno sì che chi vi partecipa si senta parte della collettività e non un “io” isolato. Rapportarsi al carnevale, significa volergli bene, viverlo facendo parte della comunità e quindi celebrarlo assieme agli altri, per farlo crescere e prosperare, come un bene comune, che appartiene a tutti e che deve stare a cuore a ognuno!”