CRONACA
"Uno squarcio nel cuore di Genova". L'addio alle vittime, le parole di Autostrade
In mattinata si sono celebrati i funerali di Stato di 19 morti nel crollo del Ponte. "Ne costruiremo uno nuovo in otto mesi", ha detto l'ad

GENOVA – È stato il giorno del dolore, dell’addio, del raccoglimento, ma anche quello delle dichiarazioni da parte di Autostrade Italiane.

"Mi scuso profondamente", ha detto l'ad di Autostrade Castellucci. "Ripristinare il prima possibile la viabilità e ricostruire il ponte sul Polcevera è il nostro primo impegno. Abbiamo un progetto che ci permetterà in otto mesi, tra demolizione e ricostruzione di avere un nuovo ponte in acciaio. Per potere costruire il ponte in sicurezza sarà stanziato un fondo per dare indennizzi a tutti coloro che saranno costretti a lasciare le case e c’è l'ipotesi di liberalizzare i pedaggi nel nodo di Genova da Bolzaneto a Voltri a Genova Ovest da lunedì".

"Non ho molto da aggiungere rispetto a quanto detto a caldo martedì. Tutte le relazioni di cui sono a conoscenza davano uno stato di salute buono del ponte. Però questo sarà oggetto di verifiche, di analisi della magistratura e di perizie e sarà prima priorità", ha aggiunto. "Sulla base delle analisi fatte da strutture tecniche e progettisti, i ponti della nostra rete sono sicuri. Ho chiesto a tutti di rifare una analisi critica di tutte le relazioni perchè un eccesso di cautela forse è il momento di giusto di spenderla".

Il Governo non pare comunque intenzionato a fare marcia indietro sulla volontà di revoca della concessione.

Intanto, in mattinata si sono svolti a Genova i funerali di Stato delle 19 vittime le cui famiglie hanno acconsentito (alcune per protesta o per scegliere una forma più privata hanno declinato il funerale pubblico). Molti i politici accorsi per dare un ultimo saluto a chi non è sopravvissuto a quel maledetto crollo e a dare conforto ai parenti, in prima fila Mattarella e Conte, presente anche Salvini, Fico ha chiesto scusa ai parenti. C’erano anche i vertici di Autostrade. Seduti fianco a fianco hanno presenziato anche i calciatori di Genoa e Sampdoria. Grandi e commossi applausi per i vigili del fuoco, oltre che alla lettura dei nomi dei defunti.

"Il crollo del ponte Morandi sul torrente Polcevera”, ha detto il cardinal Bagnasco “ha provocato uno squarcio nel cuore di Genova. La ferità è profonda, è fatta innanzitutto dallo sconfinato dolore per coloro che hanno perso la vita e per i dispersi, per i loro familiari, i feriti, i molti sfollati. Innumerevoli sono i segni di sgomento e di vicinanza giunti non solo dall'Italia, ma anche da molte parti del mondo. Sappiamo che qualunque parola umana, seppure sincera, è poca cosa di fronte alla tragedia, così come ogni doverosa giustizia nulla può cancellare e restituire. L'iniziale incredulità e poi la dimensione crescente della catastrofe, lo smarrimento generale, il tumulto dei sentimenti, i 'perché' incalzanti, ci hanno fatto toccare ancora una volta e in maniera brutale l'inesorabile fragilità della condizione umana".

 

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