CRONACA
Besomi, "bocconi gesti crudeli e sadici. A volte sono ritorsioni"
Conferma di aver visto delle immagini di bocconi con chiodi a Lugano e ripercorre alcuni casi da brivido, dal cianuro al gatto ucciso da un fucile. Ma sempre senza colpevole...

LUGANO – Due segnalazioni social in pochi giorni, sempre di bocconi avvelenati con chiodi, destinati agli amici a quattro zampe, a Lugano. E la percezione, a volte, per i padroni, che ci sia un senso di cattiveria e di odio crescenti verso i propri animali.

Ne abbiamo parlato con Emanuele Besomi della Società Protezione Animali di Bellinzona.

Ha sentito di questi casi? Cosa ne pensa?
“Non siamo andati sul posto perché non abbiamo le risorse per farlo, ma non è la prima volta che succede e se davvero sono dei bocconi avvelenati con chiodi sono gesti da condannare e da perseguire penalmente. La Polizia deve indagare eventualmente per capire chi è il colpevole. Consigliamo di avvisarla sempre, per far scattare una denuncia contro ignoti e arrivare a chi ha fatto il gesto”.

Siete preoccupati? C’è una recrudescenza di episodi?
“Non parlerei di recrudescenza ma di casi sporadici e isolati che però si ripetono in diverse zone, quello sì. C’è da dire, e lo ripeto sempre, che l’avvelenamento per poter essere denunciato deve essere comprovato. In diversi casi è stato involontario, magari il cane che ha mangiato il veleno per le lumache gettato nell’orto oppure ha preso qualche prodotto lasciato inavvertitamente in giro. Si tratta di incidenti, malgrado all’inizio si pensa a qualcosa di volontario”.

Ma ci sono casi voluti… no?
“Una decina di anni fa a Biasca ricordo che c’era una persona che lo faceva sistematicamente, col cianuro, un veleno pericoloso e di difficile reperibilità, da usare con cautele particolari, rischioso anche per chi lo gettava. Era stata fatta una denuncia penale con un’inchiesta del Ministero Pubblico: si avevano dei dubbi, perché a poter gestire il cianuro erano in pochi, ma non si è mai arrivati al colpevole. Quello, ovviamente, non è veleno gettato per caso…”.

Come spieghiamo la volontà di far del male agli animali?
“Andrebbe discusso con uno psicologo. Secondo me sono persone arrabbiate per più situazioni che si sfogano sul più debole. Spesso l’animale è la vittima di attriti fra persone. L’avvelenamento del cane del vicino che da mesi abbaia (non per divertimento, ma può esserci un problema o un disagio) diventa più semplice se non ci si parla, non si riesce a chiarire. Spesso sono ritorsioni verso il proprietario”.

A Lugano forse non si vuole colpire una persona singola…
“Quel gesto è particolarmente odioso. Se si avvelenano dei gatti che mangiano nell’orto, quanto meno c’è una correlazione, un dolo. Gettare dei bocconi in un luogo pubblico, dove i cani non danno fastidio, è estrema crudeltà, anche sadismo. Anche perché non provoca la morte istantanea ma un momento molto doloroso. Sovente non ci si accorge, non si pensa che il cane abbia ingerito un chiodo. Quindi c’è la volontà di far soffrire il cane”.

Cosa consiglia ai padroni?
“Quel che è stato fatto è giusto: rendere attenti gli altri proprietari è giusto. Fa avvisata anche la Polizia, per avere un punto di partenza per un’eventuale inchiesta. Ho visto, dai social, dei pezzetti di winerli, alla foce del Cassarate, col chiodo: sicuramente un atto voluto e davvero sadico”.

A cosa bisogna stare attenti per capire se l’animale ha ingerito qualcosa?
“Al comportamento. Di solito comincia a barcollare, ad avere una salivazione eccessiva, problemi motori, dunque è scoordinato nei movimenti, mancanza di attenzione, una sonnolenza particolare. La meta per fortuna si usa sempre meno, l’avvelenamento da sostanze tossiche provoca vomito e salivazione eccessiva. A quel punto meglio avvisare subito il veterinario”.

È stato segnalato anche un gatto vittima di uno sparo a Pura, le risulta?
“I gatti uccisi a fucilate sono un classico, purtroppo. Ricordo un caso di tre o quattro anni fa a Castione, con un vicino che pensava che il gatto sporcasse e gli ha sparato in mezzo ad un prato. Era stato un caso duro perché apparteneva a una bambina perché era tornato verso casa ed era morto sull’uscio di casa. La stessa persona aveva messo trappole per uccelli, non si capiva se era per loro o per i gatti. E non si è mai risaliti con certezza al colpevole. Si dubitava di chi fosse ma non era stato identificato in modo certo e il Procuratore aveva sentenziato un non luogo a procedere perché le prove non erano sufficienti per una condanna. Aggiungo una cosa…”

Prego.
“Fate attenzione al proprio domicilio a non lasciare in giro sostanze che possono essere letali per gli animale. A volte si pensa che sia stato avvelenato, poi magari il cane ha mangiato la pastiglia del detersivo o della macchina da lavare, il veleno per topi o per le lumache nell’orto. Non ci si pensa però possono essere gesti letali per gli animali”.

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