CRONACA
Che strano virus, nato da un animale, trasmissibile dall'uomo agli animali. Il veterinario: "Ma nei gatti e nei cani non presenta sintomi gravi"
Simone Stefanini assicura come l'animale non possa ritrasmetterlo all'uomo, non si è ancora sicuri della trasmissione da animale ad animale. "Semmai possono diventare trasportatori passivi, per cui si consiglia di pulire loro il pelo"
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Clamoroso: un gatto è positivo al Covid, contagiato dal padrone

03 DICEMBRE 2020
CRONACA

Clamoroso: un gatto è positivo al Covid, contagiato dal padrone

03 DICEMBRE 2020

MENDRISIO – Per la prima volta, la Svizzera ha comunicato la positività di un gatto al Covid, sottolineando comunque come esso non può trasmetterlo all’uomo, mentre probabilmente è stato contagiato da qualcuno col virus nella sua economia domestica.

Cosa ci dice questa notizia? Come comportarci? Ne abbiamo parlato col veterinario Simone Stefanini, che fa notare come era noto, anche se questo è il primo caso in Svizzera, che il Covid può essere contratto da felini domestici e non.

“La cosa importante da sapere è che una volta anche il felino manifesta raffreddore o sintomo, non è in grado di trasmetterlo all’uomo. Potrebbe trasmetterlo a un altro gatto? Forse sì, ma non si è ancora sicuri di come funzioni tra le specie. Ciò che si sa è che esiste la cosiddetta antropozoonosi, ovvero passaggio da uomo a animale. Non è comune, di solito è viceversa, cioè è l’animale a contagiare l’uomo. Ed è anche strano a pensarci, perché il Coronavirus viene da un animale però si è adattato bene all’uomo e adesso viene addirittura rimandato indietro”.

Che sintomi possono sviluppare i fatti? Lei ha parlato di felini, anche i cani possono ammalarsi?

“I sintomi sono molto lievi, non ho mai sentito parlare di casi gravi. Nei fatti si manifesta con una bronchite, nella maggior parte dei casi resta una rinite, cioè un raffreddore. Mi è successo di visitare qualche caso sospetto, ma non so dire se si trattava di Covid, anche perché bisognerebbe fare un’indagine e allo stato attuale i laboratori sono impegnati sul fronte dell’uomo e non si trovano disponibilità a fare i test. D’altro canto, visto che i sintomi sono così lievi, non è neppure importante saperlo, e poi ricordo che non lo trasmettono all’uomo. Per quanto concerne i cani, è ancora più raro che vengano contagiati, sinora nel mondo ho sentito parlare di un paio di casi. E i sintomi sono ancora meno gravi che nel gatto”.

Bisogna prendere qualche misura particolare quando si ha il Covid e in casa ci sono animali domestici?

“Teniamo presente che potrebbero trasportare il virus in modo passivo. Un cane o un gatto può magari venir colpito dalle goccioline di saliva di un umano col virus, esse restano sul pelo, e se un’altra persona lo accarezza, potrebbe contrarre il virus. Lo stesso meccanismo, insomma, di quanto lo si prende toccando una superficie. Il mio consiglio è quindi, in caso di un positivo in casa, di pulire il pelo dell’animale con una salvietta e un po’ di disinfettante o alcool, soprattutto se l’animale esce di casa e dunque entra in contatto con altre persone”.

Qualche tempo è scoppiata la polemica sui visoni, non teme che potrebbe succedere anche coi gatti?

“Ci tengo a precisare che si tratta di due casi completamente diversi. I visoni si ammalavano di un tipo di Covid che era adatto all’uomo, dunque c’era la paura che la variante potesse diventare patogena anche per gli essere umani. Ciò non succede coi gatti, che al massimo possono diventare trasportatori passivi”.

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