CRONACA
Il consigliere comunale leghista Omar Wicht: "Lassismo tra i nostri ranghi"
Mentre la lista unica con l'UDC per il Governo non fa certo l'unanimità in casa Lega, l'esponente luganese esprime critiche taglienti sullo stato di salute del Movimento

LUGANO - La lista unica per il Consiglio di Stato tra Lega e UDC, prima naufragata e poi rimessa in piedi all’ultimo minuto, ha lasciato qualche strascico negativo all’interno del Movimento. C’è qualche crepa, serpeggia un po’ di malumore. Parlare di spaccatura è senz’altro eccessivo, al momento, ma non si sbaglia nel dire che diversi leghisti hanno mal digerito la retromarcia.

La votazione all’interno del gruppo parlamentare di giovedì scorso su questo tema - 12 favorevoli, 6 contrari e 1 astenuto, secondo quanto riferito dalla RSI - fotografa bene lo stato dell’arte in casa Lega. Del resto prima della venuta in Ticino di Oskar Freyisinger, emissario di Christoph Blocher, il Movimento aveva seccamente bocciato l’opzione di lista che invece oggi ha accolto: 3 esponenti della Lega, 2 dell’UDC e doppia candidatura agli Stati (un democentrista e un leghista, e chi fa più voti al primo turno corre per il ballottaggio). Che poi in realtà, a ben guardare, sono 2 candidati è mezzo ciascuno, essendo Gobbi iscritto al partito di Blocher. Parità assoluta.

I maggiori dissensi si registrano nella Lega di Lugano, cioè dove ha sede il quartier generale. Seppur considerando che i tre municipali (Borradori, Quadri e Foletti) hanno sostenuto l’accordo. E forse non è un caso che un intervento critico - non tanto sulla lista, quanto sullo stato di salute del Movimento - sia stato scritto da un Consigliere Comunale leghista della Città, Omar Wicht.

Un articolo, dal titolo "Lo smarrimento dei valori leghisti", pubblicato ieri sul Corriere del Ticino: “Essere leghisti, come sosteneva l’insostituibile Nano, non è una scelta opportunistica, ma la logica conseguenza rispetto a una critica del sistema partitocratico che fino all’arrivo della Lega ha fatto il bello e il brutto in questo paese. Oggi, anche tra i ranghi e i banchi leghisti, si avverte un certo lassismo e smarrimento rispetto ai valori fondamentali del Movimento. Il Mattino, pur prezioso strumento, non basta a mantenere alti e vivi i nostri ideali fondamentali se poi nell’azione politica concreta mettiamo acqua nel nostro vino”.

“Ho un po’ l’impressione - scrive ancora il Consigliere Comunale - che lo spirito barricadero della prima ora ha piano piano ceduto il passo a una certa logica di potere, all’uniformismo di una certa destra istituzionalizzata, occupando poltrone in Gran Consiglio o in Consiglio comunale con l’attitudine più da comfort-zone che da fronte battagliero. La sveglia è necessaria, pena la confusione della nostra vera identità in una sfuocata maschera liberal-opportunistica. L’occasione del risveglio politico della Lega dei ticinesi è il dibattito interno e il lavoro serio su un programma elettorale condiviso”.

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